skin track
La guerra dei dazi → VAI AL DOSSIER
CHRISTINE LAGARDE PRESIDENTE DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA
CHRISTINE LAGARDE PRESIDENTE DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA
Analisi Leggi dopo

La Bce ora mette in guardia sui rischi per il pil dell’Eurozona. Lagarde non si sbilancia ma i tagli dei tassi non sono finiti

17 aprile 2025, 21:15 Ultimo aggiornamento: 18 aprile 2025, 10:07

La Bce cambia la comunicazione dopo i dazi di Trump. Il pericolo maggiore per l’Eurozona è ora la recessione, non l’inflazione. Ecco le attese dei mercati sui tassi

I dazi Usa causeranno con ogni probabilità una frenata dell’economia europea, mentre l’impatto sull’inflazione è più incerto. È questa l’analisi della Bce emersa dopo la riunione del 17 aprile. Il consiglio direttivo di Francoforte ha abbassato all’unanimità i tassi dello 0,25%, portandoli così al 2,25%. È stata la settima riduzione da giugno, quando i tassi erano al 4%. Alcuni membri del board avrebbero sostenuto anche un taglio da 50 punti base, ma è stata preferita una mossa da 25.

A causa dell’alta incertezza la presidente Christine Lagarde non si è sbilanciata sulle prossime mosse e ha confermato la «dipendenza dai dati» e le decisioni «riunione per riunione». Ma la Bce ha chiarito che i rischi maggiori sono ora sul pil, non sui prezzi.

Gli analisti così ritengono che il lavoro della banca centrale non sia finito: un altro taglio dei tassi nella riunione del 5 giugno è considerato probabile al 90%. «Non c’è stata guidance, ma non ce n’era bisogno, tutto fa pensare a un ulteriore calo dei tassi», ha osservato Citi.

In totale i mercati monetari scontano per quest’anno altre due-tre sforbiciate che porterebbero i tassi al livello finale dell’1,5% o 1,75%. Anche le previsioni degli economisti oscillano tra queste due ipotesi. Si tratta di un livello inferiore a quello indicato prima dell’annuncio delle tariffe Usa.

I rischi sul pil

La comunicazione Bce è cambiata rispetto a marzo. «L’economia dell’area dell’euro ha acquisito una certa capacità di tenuta agli shock mondiali» ma «le prospettive di espansione si sono deteriorate a causa delle crescenti tensioni commerciali», ha rilevato la banca centrale il 17 aprile.

«È probabile che la maggiore incertezza riduca la fiducia di famiglie e imprese e che la risposta avversa dei mercati alle tensioni commerciali determini un inasprimento delle condizioni di finanziamento», ha aggiunto Francoforte. Questi fattori «possono gravare ulteriormente sulle prospettive economiche» che sono «offuscate da eccezionale incertezza».

L’economia europea ha probabilmente resistito nel primo trimestre del 2025, grazie anche all’anticipo dell’attività delle imprese in vista dei dazi, ma nel secondo trimestre il quadro dovrebbe peggiorare. Sull’Europa incombe anche la minaccia di tariffe Usa più alte.

L’Eurozona era pronta a una lieve ripresa ma potrebbe ritrovarsi di nuovo in stagnazione, se non in recessione. Un aiuto potrebbe arrivare dalla maggiore spesa per difesa e infrastrutture in Germania, ma gli effetti del piano tedesco saranno visibili probabilmente solo nel 2026.

Le mosse Bce dei prossimi mesi saranno così legate soprattutto all’evoluzione dell’attività economica. L’Eurozona potrebbe ritrovarsi in uno scenario di crescita nulla nonostante tassi vicino allo zero in termini reali.

L’outlook sull’inflazione

In questo quadro i rischi sull’inflazione sono più bilanciati secondo la Bce. Negli ultimi giorni è apparso più evidente il pericolo di un aumento dei prezzi inferiore (e non superiore) all’obiettivo Bce del 2%.

In un’audizione al Parlamento Ue, Lagarde aveva indicato l’attesa di un’inflazione più alta a causa di controdazi Ue e indebolimento dell’euro. Questa previsione è stata messa da parte dalla presidente Bce che il 17 aprile si è astenuta da qualsiasi stima.

L’inflazione, che era già vicina al target a marzo (al 2,2%), potrebbe calare più del necessario a causa di crescita debole, discesa dei prezzi dell’energia e apprezzamento dell’euro. Inoltre una grande quantità di prodotti cinesi a basso costo in fuga dal mercato Usa potrebbe arrivare su quello europeo riducendo il carovita.

Lagarde ha parlato di «visioni divergenti» nel consiglio Bce sull’inflazione. Alcuni banchieri centrali più hawkish vedono rischi al rialzo legati alla frammentazione dei mercati. Ma questo scenario appare meno probabile secondo gli analisti.

Nel frattempo anche la trasmissione della politica monetaria si è interrotta poiché le condizioni creditizie sono diventate più rigide, secondo l’ultimo Bank Lending Survey.

I tassi Bce sono entrati in teoria nella fascia neutrale, individuata da Francoforte tra l’1,75 e il 2,25%. Ma la banca centrale ha abbandonato i riferimenti a tassi restrittivi o neutrali, validi in contesti privi di shock, quindi lontani dalla situazione attuale. La Bce ha ora l’obiettivo di definire una politica monetaria «appropriata» per il target di inflazione.

La direzione dei tassi appare comunque chiara, mentre negli Stati Uniti la Fed dovrà risolvere nei prossimi mesi un enigma, divisa tra minore crescita e (a differenza dell’Eurozona) maggiore inflazione. La banca centrale Usa intanto viene attaccata con toni sempre più accesi da Donald Trump.

Quanto alla minaccia legata alla diffusione di stablecoin in dollari, Lagarde ha invitato il Parlamento Ue ad accelerare i lavori sull’euro digitale, assieme a quelli sul rapporto Draghi e sull’Unione dei Risparmi e degli Investimenti. Dopo la banca centrale, anche governi e legislatori Ue dovranno fare la loro parte. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza