Nella giornata di ieri (31 maggio 2021) il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha presentato le sue considerazioni alla relazione annuale dell’esercizio dell’anno 2020. Il governatore ha inquadrato in una cornice politica alta le principali attività della Banca d’Italia e dell’eurosistema in questo difficile anno, toccando diversi punti nevralgici. In particolare, mi soffermerei su un elemento di grande importanza, ripetuto dal governatore in due passaggi. Visco ha infatti ripreso il tema del completamento dell’Unione Economica e Monetaria europea, affermando un principio molto importante: la riforma delle regole di bilancio europee deve procedere di pari passo con la creazione di una capacità di bilancio permanente, per la quale il programma Next Generation Eu ha aperto la strada.
Come contropartita, i Paesi che beneficerebbero di più di queste risorse, come l’Italia, devono saper dimostrare di poter risolvere i propri problemi strutturali e che l’unità europea può portare valore aggiunto anche ai Paesi dalle finanze pubbliche più virtuose. Si tratta di una posizione estremamente autorevole e in linea con quanto dichiarato più volte dal Presidente Draghi, sia nel discorso per la fiducia in Senato, quando ha richiamato la necessità di giungere a un bilancio pubblico comune europeo, sia più recentemente, il 12 maggio, alla Camera dei Deputati, quando ha ribadito la necessità di riformare le regole di bilancio, che nella loro forma attuale sono inadeguate.
Così facendo, come ci illustra Visco, l’euro potrà diventare una valuta di riferimento globale più di quanto lo sia adesso. Questo consenso nelle istituzioni italiane è da accogliere con grande entusiasmo. La mia posizione personale è pienamente concorde con quella di Visco e di Draghi: la sfida principale che ci troviamo innanzi è quella di raggiungere un grande compromesso con gli altri Paesi, facendo fare un salto di qualità all’Ue, dotandola di una capacità fiscale finanziata interamente da risorse proprie – in aggiunta al bilancio che già c’è – con funzione di stabilizzazione e di investimenti.
Come contropartita, bisogna riformare insieme le regole di bilancio, rendendole più semplici e in grado di sortire gli effetti sperati, e impegnarci, tramite riforme coraggiose che dobbiamo fare per il nostro bene (fisco giustizia pubblica amministrazione concorrenza ) affinché l’Italia, e non solo, risolvano i propri problemi strutturali. In molti, purtroppo, sono scettici sul fatto che si possa realizzare un simile compromesso sull’unione di bilancio, adducendo argomentazioni politiche o tecniche. La storia però insegna che le cose si possono fare se vi è la volontà politica di farlo. Nostro compito, come rappresentanti eletti del Partito Democratico – l’unica forza politica che ha sempre tenuto, con coerenza, un approccio europeista critico verso le incompiutezze dell’attuale Ue – è quello di sostenere con tutte le nostre forze in questa direzione, convincendo gli altri stati membri che una tale svolta può essere di beneficio per tutti. (riproduzione riservata)