L’Opec ha ridotto le stime della domanda mondiale di petrolio per il 2026, seguendo così altri istituti come l’Agenzia Internazionale dell’Energia. All’origine della mossa c’è la guerra in Iran, che non ha reso possibili gli aumenti precedentemente previsti per aprile.
Secondo l’Opec la domanda mondiale di petrolio aumenterà di 1,17 milioni di barili al giorno nel 2026, in calo rispetto agli 1,38 milioni di barili previsti in precedenza. Diverso il discorso per il 2027, in cui l’Organizzazione prevede un incremento della richiesta di 1,54 milioni di barili al giorno, 200 mila in più rispetto alla stima precedente.
«La crescita economica globale continua a mostrare resilienza quest’anno, nonostante le tensioni geopolitiche, in particolare in Medio Oriente», ha affermato l’ente in una nota. Ma il precedente rapporto aveva già ridotto la stima per il secondo trimestre di 500.000 barili al giorno.
La flessione si è vista già ad aprile, quando la produzione di greggio dell’Opec+ si è attestata in media a 33,19 milioni di barili al giorno, in calo di 1,74 milioni di barili al giorno rispetto a marzo. Il dato include ancora gli Emirati Arabi Uniti, che hanno lasciato l’Organizzazione il 1° maggio.
Nel frattempo l’Agenzia Internazionale dell’Energia americana ha comunicato che le scorte settimanali totali di greggio sono diminuite di 12,9 milioni di barili, dopo un calo precedente di 7,5 milioni. (riproduzione riservata)