Nella tanto criticata borsa di Mary Poppins della commissaria Hadja Lahbib l’Ue avrebbe dovuto inserire anche il debito comune e più poteri ai risparmiatori. Sono le migliori medicine contro le crisi.
Come ricorda il ministro dell’Economia spagnolo Carlos Cuerpo nell’intervista esclusiva a Milano Finanza, per affrontare il finanziamento del ReArm Bruxelles dovrebbe aumentare le emissioni di debito comune per ridurre i patemi di chi, come Giancarlo Giorgetti, non vuole aumentare il proprio indebitamento pubblico.
Difficile dargli torto. Gli europei proprio non capiscono perché la Commissione dopo il Covid varò un piano da 750 miliardi, il Next GenerationEu, tutto fatto a debito comune e oggi per proteggerli dice agli Stati: armatevi, indebitatevi e partite.
Ma ancora di più stupisce un’altra dimenticanza che si nota di meno ma che è ora di svelare ai nostri lettori perché molto grave. Nel momento in cui l’Unione sta varando un’importante pacchetto di riforme per dare il via al mercato unico del risparmio, che in Europa vale 10.000 miliardi di euro solo nei depositi bancari, dentro Euronext ci sono strani movimenti per dare più potere, oltre a quello che già hanno, a Olanda e Francia, distogliendo risorse e potere all’Italia, che, come dell’Ue, è Paese fondatore anche della borsa continentale.
Secondo quanto risulta a questo giornale, ci sarebbe in ballo un progetto per spostare gli Etf da Milano ad Amsterdam usando la leva fiscale (a Milano questi prodotti finanziari che replicano gli indici borsistici sono il 60% del totale), il che impoverirebbe oltremodo la nostra piazza finanziaria, che perderebbe utili e investitori, mettendo in crisi anche la Consob. Non a caso la commissione di vigilanza su Borsa e Banca d’Italia hanno avviato verifiche sull’operatività della nostra piazza finanziaria e dell’ex Monte titoli.
Su questo aspetto ha alzato subito un muro il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il quale ben conosce la potenzialità del marchio Italia e della nostra finanza, ma per il resto c’è un grande silenzio.
Come c’è silenzio, a parte le interrogazioni di Forza Italia, sulle prossime nomine proprio in Euronext, dove è assolutamente necessaria una nostra presenza più forte sulla tolda della presidenza, visto che il ceo Stephane Boujnah lascia poco spazio alle istanze italiane.
Il rischio è che nella borsa, non quella della commissaria ma a Piazza Affari, restino ben pochi risparmiatori, ben poche imprese e ben poco risparmio. Su questo aspetto è fondamentale che intervenga anche la premier Giorgia Meloni, che ha fatto della difesa degli interessi nazionali una bandiera identitaria, non a caso benedicendo l’ops di Mps su Mediobanca. (riproduzione riservata)