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L'intelligenza artificiale di Trump
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La mossa degli Usa per contrastare i passi avanti della Cina in questo campo

L'intelligenza artificiale di Trump

di Angus Loten - traduzione di Giorgia Crespi
MF - Numero 031 pag. 12 del 13/02/2019

Il presidente degli Stati Uniti invia una direttiva che invita le agenzie federali a dare priorità alle spese in ricerca & sviluppo nell’AI. In attesa di maggiori dettagli, le aziende tech applaudono

Gli esperti del settore tecnologico hanno accolto favorevolmente l’ordine esecutivo del presidente Donald Trump di incrementare la ricerca e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale negli Stati Uniti, anche se hanno ricordato che la mossa era attesa da tempo e risulta parca di dettagli. La direttiva presidenziale invita le agenzie federali a dare priorità alla spesa per gli sforzi di ricerca e sviluppo relativi all’intelligenza artificiale e a fornire ai ricercatori AI un maggiore accesso ai dati governativi che potrebbero dare impulso ai loro sforzi per lo sviluppo del software. Il presidente ha inoltre invocato la definizione di nuove linee guida per la regolamentazione dell’AI.

La mossa è stata vista come un modo per contrastare la crescente abilità della Cina in questo campo. Due anni fa Pechino ha assunto l’impegno di diventare leader nell’ambito dell’intelligenza artificiale con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di un’industria nazionale del valore di 150 miliardi di dollari entro il 2030.

«Mentre molti Paesi annunciavano strategie nazionali in materia di AI, gli Stati Uniti si sono perlopiù seduti a bordo campo», ha sottolineato Daniel Castro, vicepresidente della Information Technology and Innovation Foundation, un think tank di Washington. L’ordine esecutivo, battezzato American AI Initiative, dimostra che l’amministrazione sta «prendendo sul serio l’intelligenza artificiale» e comprende la minaccia competitiva della Cina, ha dichiarato Castro. Il grande punto interrogativo, ha aggiunto, è se gli Stati Uniti sosterranno questo nuovo impegno con un aumento della spesa per la ricerca.

Pranay Agrawal, co-fondatore e ceo di Fractal Analytics, un’azienda di analisi dei dati e di intelligenza artificiale basata negli Stati Uniti e in India con circa 1.200 dipendenti e 100 milioni di dollari di entrate annuali, ha definito la mossa un passo nella giusta direzione. «È assolutamente necessaria una forte collaborazione tra governo, impresa e ricerca», ha affermato Agrawal, manifestando la speranza che l’ordine esecutivo stimoli un dibattito e politiche più sostanziali.

Senza definire specifici obiettivi di finanziamento, le agenzie che rispondono all’ordine esecutivo devono tracciare e riportare meglio le proprie spese in materia di ricerca e sviluppo dell’AI. La direttiva impone anche di rendere i dati federali maggiormente disponibili agli sviluppatori di AI del settore privato e invita le agenzie di regolamentazione a stabilire linee guida per un uso sicuro e affidabile. Alcuni hanno affermato che l’ordine esecutivo non dà chiare istruzioni a livello federale, necessarie per salvaguardare dati e informazioni sensibili senza ostacolare l’innovazione nell’AI. «È una dichiarazione di intenti, quindi è un inizio», ha detto Robert Manning, senior fellow di Atlantic Council, un gruppo di ricerca apartitico. Ma «è davvero necessario che vengano forniti i dettagli», ha aggiunto, specificando che la maggior parte delle imprese di settore «sono a caccia di stanziamenti».

Atlantic Council ha invitato il governo Usa a stringere partnership con gli sviluppatori del settore privato per tenere il passo con i concorrenti all’estero, in particolare la Cina. Secondo Manning, ci vorrebbe più di un ordine esecutivo per sostenere l’innovazione guidata dagli Usa nell’AI. Ha citato la necessità di rivedere il sistema scolastico concentrandosi sulle competenze tecnologiche, tra le altre aree. «Non c’è stato alcun tipo di mobilitazione nazionale nell’ambito delle tecnologie emergenti», ha detto, aggiungendo che i datori di lavoro negli Stati Uniti faticano a occupare posti nel settore tech.

Oltre al finanziamento, l’orientamento normativo in materia di AI avrà anche un impatto significativo sul suo sviluppo per le imprese del settore privato, ha affermato Castro. «Con molti che chiedono normative in stile Ue per regolamentare la Silicon Valley, c’è il rischio che gli Stati Uniti possano deviare dall’attuale approccio», ha approfondito riferendosi alle blande norme applicate a internet e all’economia digitale.

Lo scorso anno l’Ue ha emanato severe disposizioni sulla privacy ai sensi del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (Gdpr), che tra le altre cose impone alle società di essere più trasparenti sui dati raccolti sui singoli individui e su come vengono utilizzati.

Alla fine del 2017 il Senato degli Stati Uniti ha introdotto il Future of Artificial Intelligence Act, che darebbe vita a un comitato consultivo incaricato di definire linee guida per una risposta federale alle violazioni delle leggi esistenti da parte dei sistemi di intelligenza artificiale, tra le altre questioni.

«Così come abbiamo organizzazioni dedicate alla bioetica, ora abbiamo bisogno di organizzazioni che si focalizzino sull’etica dell’intelligenza artificiale», ha suggerito Jamie Nafziger, che presiede un practice group su cybersecurity, privacy e social media ed è partner dello studio legale internazionale Dorsey & Whitney. Ha detto che è già in corso un dibattito pubblico sui vincoli etici per gli usi dell’AI anche in settori come le armi, i diritti umani e l’uguaglianza. «Spetterà alle aziende statunitensi e all’opinione pubblica decidere quali progetti dovrebbero procedere», ha detto la Nafziger.

Alla fine di questa settimana il Pentagono dovrebbe lanciare la propria strategia per l’intelligenza artificiale finalizzata a coordinare gli sforzi per competere meglio con Cina e Russia. Dana Deasy, chief information officer del Dipartimento della Difesa Usa, ha dichiarato che sarà in linea con i principi stabiliti nell’ordine esecutivo di lunedì e avrà l’obiettivo di «accelerare l’adozione di competenze di intelligenza artificiale per rafforzare le nostre forze armate migliorandone l’efficacia e l’efficienza e aumentando così la sicurezza nazionale».


(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

MF+MIFI + The Wall Street Journal


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