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L’inaspettata impennata del dollaro sfida il rally del mercato azionario
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L’inaspettata impennata del dollaro sfida il rally del mercato azionario

di Amrith Ramkumar
10 febbraio 2020, 14:40 Ultimo aggiornamento: 14:55

Una debole crescita globale e una forte valuta statunitense aumentano la possibilità di utili deludenti per le società. Il dollaro in aumento influenza anche i mercati emergenti e le materie prime, rendendo gli investimenti denominati in valuta statunitense più costosi per gli acquirenti esteri

Gli investitori preoccupati per l'impatto del coronavirus sull'economia mondiale potrebbero presto dover affrontare un'altra sfida ai profitti aziendali: un rafforzamento del dollaro. La valuta statunitense è cresciuta costantemente da quando il numero di casi di coronavirus ha iniziato a salire in Cina il mese scorso, portando il WSJ Dollar Index al livello più alto dall'inizio di ottobre. La preoccupazione di molti analisti in relazione alle perturbazioni dell'economia cinese che intaccheranno la crescita globale ha portato gli investitori ad aggrapparsi agli asset statunitensi, aiutando la ripresa del S&P 500 dalla sua scivolata di fine gennaio, arrivando la scorsa settimana a un nuovo record.

Sebbene i principali indici e il dollaro siano saliti di pari passo, le società statunitensi tra cui Johnson & Johnson, Coca-Cola, Ford Motor e 3M hanno menzionato gli effetti negativi delle oscillazioni valutarie in sede di commento dei risultati trimestrali, evidenziando una possibile sfida per il mercato rialzista di lunga durata. Un dollaro più forte rende più costoso per le aziende realizzare vendite all'estero e rende i prodotti degli esportatori meno competitivi all'estero.

I profitti del quarto trimestre per le aziende S&P 500 sono sulla buona strada per rimanere approssimativamente piatti rispetto l’anno precedente, prolungando il trend di inizio 2019. La combinazione di una crescita globale debole e un dollaro forte aumenta la possibilità che le entrate possano deludere di nuovo quest'anno. Qualsiasi impatto negativo del dollaro potrebbe amplificare le conseguenze del coronavirus, che ha già costretto catene come Starbucks e Nike a chiudere temporaneamente i negozi in Cina.

Alcune aziende, tra cui McDonald's e Yum China Holdings, che gestisce Pizza Hut e KFC nel Paese, hanno già discusso dell'impatto incerto del virus.
«Nessuno sa come andrà a finire questa epidemia e non sappiamo come alla fine impatterà su di noi», ha affermato il ceo di Royal Caribbean Cruises, Richard Fain, commentando i conti trimestrali scorsa settimana. La società ha già cancellato alcune crociere in partenza dalla Cina.

Gli analisti prevedono che la crescita dei profitti delle S&P 500 acceleri al 10% o più negli ultimi due trimestri del 2020, secondo FactSet, una proiezione che ora alcuni investitori temono sarà difficile raggiungere. Questa settimana gli investitori monitoreranno i risultati di aziende del calibro di PepsiCo, Cisco Systems e Nvidia.

Il dollaro in aumento influenza anche i mercati emergenti e le materie prime, rendendo gli investimenti denominati in valuta statunitense più costosi per gli acquirenti esteri. Inoltre, diventa più costoso per i Paesi in via di sviluppo pagare il debito in dollari quando la valuta sale. Per anni gli investitori si aspettavano che la crescita economica globale indebolisse il dollaro, e invece la valuta ha sfidato tali previsioni. Il presidente Trump ha costantemente criticato la forza del dollaro negli ultimi anni, sostenendo che pone gli Stati Uniti in una posizione di svantaggio competitivo. Ha anche citato il dollaro nelle sue critiche alla Federal Reserve, sollecitando la banca centrale ad abbassare ulteriormente i tassi di interesse.

Il recente avanzamento della valuta arriva nonostante i tre tagli ai tassi della Fed nell'ultima metà del 2019, l'ultimo esempio di solida crescita degli Stati Uniti che attrae gli investitori ma che potenzialmente si aggiunge a uno scenario di entrate poco trasparenti per le grandi società. «Le aspettative potrebbero non essere soddisfatte, e questo è un rischio di mercato», ha dichiarato Lauren Goodwin, economista e multi-asset portfolio strategist della New York Life Investments, che detiene una posizione inferiore negli stock statunitensi rispetto al benchmark di cui tiene traccia. «I mercati possono sfidare i principi per molto tempo».

Le multinazionali sono già sotto pressione, con le entrate derivanti dalle aziende S&P 500 che ottengono più della metà del loro fatturato fuori dagli Usa, registrando profitti minori di aziende più orientate alla domanda interna per la maggior parte dello scorso anno. Ora, molte di quelle aziende stanno facendo i conti con la prospettiva di una domanda cinese più debole e un dollaro più forte. «Stanno subendo una doppia battuta d’arresto» ha dichiarato Mona Mahajian, investment strategist americana della Allianz Global Investors, che recentemente ha favorito gli stock americani e il dollaro.

Il dollaro e gli investimenti legati alla crescita americana hanno superato gli altri asset per gran parte del 2019, mentre gli analisti erano preoccupati per le tensioni commerciali. Con l’inizio del nuovo anno, molti investitori si aspettavano che il trend si ribaltasse, in seguito ad un primo accordo commerciale e alla chiarezza relativa all’uscita della Gran Bretagna dalla Ue. Invece, i trader ora si domandano se l’economia mondiale possa riaccelerare.

«Questa questione è ora in sospeso», ha detto Emily Roland, co-chief investment strategist della John Hancock Investment Management. «Continuiamo a favorire gli Usa perché è la scelta migliore da un punto di vista di crescita economica». Alcuni analisti non prevedono che il dollaro supererà il suo recente range di oscillazione, in particolare basandosi sulla decisione della Fed di mantenere i tassi di interesse bassi per il momento. Molti sono scettici per il fatto che un evento imprevedibile come il coronavirus - che incentiva temporaneamente la moneta – sia effettivamente in grado di garantire vantaggio a lungo termine senza minacciare la crescita economica degli Usa.

Per il momento, gli investitori hanno continuato ad acquistare gli asset americani. Il rendimento del Treasury note Usa a 10 anni, che interessa tutti gli oneri finanziari, dal debito studentesco ai prestiti per l’acquisto di auto, la scorsa settimana ha toccato il livello più basso dall’inizio di ottobre. I rendimenti crollano all’aumentare dei prezzi delle obbligazioni.

I trader hanno anche parlato di un capovolgimento nel posizionamento degli investitori per spiegare le recenti oscillazioni di mercato. Le scommesse nette degli investitori su una valuta statunitense più forte sono aumentate per tre settimane consecutive a partire dal 4 febbraio, dopo aver raggiunto, lo scorso mese, il livello più basso dal 2018, secondo quanto affermano Commodity Futures Trading Commission e Scotiabank. Questo capovolgimento è un ulteriore esempio di come molte scommesse contro il dollaro siano attuate solo per attrarre investitori durante periodi non favorevoli. (riproduzione riservata)

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(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

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