L’educazione finanziaria è fondamentale come l’informazione. Per avvicinare di più il risparmio degli italiani ad investimenti che potrebbero definirsi sovrani, più legati all’economia e alla finanza nazionale, non bastano le misure fiscali e le necessarie semplificazioni. Serve la formazione. Occorre, ha avvertito qualche tempo fa il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in un’intervista a Milano Finanza, una grande operazione culturale che spieghi come l’enorme ricchezza privata del nostro Paese, oltre che a investire in bond e Btp e in tanti, troppi, strumenti finanziari esteri (il 75%), possa cogliere un’opportunità di rendimento anche nelle piccole e medie imprese.
L’informazione, specialmente quella economico finanziaria, è perciò un valore aggiunto, soprattutto se di qualità. Allo stesso modo anche la formazione economico e finanziaria deve essere di alta qualità, perché educa i cittadini e i risparmiatori di domani. Per questo MF-Milano Finanza è attiva in prima linea su entrambi i fronti ed è pronta a dare il suo contributo al sistema formativo del Paese. Perché il risparmio, il petrolio di carta dell’Italia è il vero sovrano.
In occasione dello speciale di Milano Finanza sull’Educazione Finanziaria e del Salone dello Studente ripubblichiamo il colloquio con il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti del 18 febbraio 2023.
Domanda. Ministro Giorgetti, come si può correggere la sottocapitalizzazione della Borsa italiana?
Risposta. Rimanendo nell’ambito borsistico sicuramente l’obiettivo può essere raggiunto semplificando l’accesso ai mercati, agevolando il passaggio delle quotate su Egm (Euronext Growth Milan, ndr) al mercato principale e creando degli incentivi alla capitalizzazione.
D. Come si può coinvolgere l'enorme risparmio italiano (5.000 miliardi di euro liquidi di cui 1.700 sui conti correnti) in una grande operazione per il sostegno del Paese?
R. Alcuni incentivi già esistono, per esempio quelli fiscali sui Pir (Piani individuali di risparmio, ndr) e i Pir alternativi. Ovviamente dobbiamo sviluppare ulteriori strumenti e incentivi per facilitare l’investimento del risparmio privato delle italiane e degli italiani.
D. Bastano gli incentivi?
R. Accanto a ciò però è necessaria una solida opera di divulgazione, compresa l’educazione finanziaria: se in Stati molto simili al nostro per tradizione e cultura c’è una maggior propensione all’investimento rispetto all’Italia, questo è dovuto anche a una forma mentis che si è tramandata negli anni.
D. Insieme al rilancio del Risparmio occorre un Tagliadebito? Come pensa si possa ridurre l’impatto debito-pil che condiziona da sempre la politica economica in Italia e che non viene mai affrontato di petto, come invece sostiene da tempo questo giornale?
R. Innanzitutto agendo sulla crescita, favorendo lo sviluppo economico del sistema imprese. Diminuendo la burocrazia, rendendo l’accesso ai mercati più semplice, implementando schemi per l’attrazione degli investimenti, stando al passo non solo con la norma comunitaria ma anche con i trend globali.
D. Faccia qualche esempio concreto di questo aggiornamento tecnologico.
R. In Italia abbiamo creato un sandbox regolamentare su fintech e insurtech per esempio, strumento utilissimo affinché la norma stia al passo con la tecnologia, cosa fondamentale soprattutto in un Paese di “civil law” come il nostro. Utilissimo per un’analisi e gestione puntuale del debito è anche l’osservatorio su spesa e risorse pubbliche di recente creazione all’interno della Corte dei Conti.
D. La Borsa di Milano è tornata italiana e ora fa parte dell’agglomerato europeo Euronext. Cosa si può fare per spingere le aziende a quotarsi di più e le imprese a fidarsi di Piazza Affari?
R. Oltre all’applicazione delle raccomandazioni incluse nel libro verde sui mercati finanziari, a misure di semplificazione e a ulteriori misure di incentivo come il bonus Ipo, è necessario fare cultura in merito, mostrando alle aziende quali sono i vantaggi derivanti dall’accesso ai mercati. Un roadshow lungo il territorio nazionale, per parlare direttamente alle imprese, sarebbe il canale ideale. (riproduzione riservata)