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L’ascesa delle neobank. Ecco benefici e pericoli delle banche digitali in Europa
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L’ascesa delle neobank. Ecco benefici e pericoli delle banche digitali in Europa

27 marzo 2026, 20:00

Le banche digitali portano concorrenza, efficienza e benefici per i consumatori. Ma anche rischi legati a liquidità, attacchi cyber e garanzia dei depositi. Le analisi degli economisti del Parlamento Europeo e della Bce

Il modello delle neobank appare in grande crescita, come hanno indicato negli ultimi giorni i conti di Revolut. Le banche digitali possono portare maggiore concorrenza, benefici per i consumatori e un impulso all’efficienza operativa. Ma le neobank (la Bce ne individua 60 nell’Eurozona) possono introdurre anche nuovi rischi per la stabilità finanziaria e sfide per la supervisione, anche per i possibili effetti in caso di crisi e per l’impatto sui fondi di garanzia.

«Dobbiamo assicurarci che le banche digitali abbiano una solida governance del rischio, perché molte di loro stanno crescendo molto rapidamente. La gestione del rischio deve tenere il passo», ha ricordato Claudia Buch, presidente della Vigilanza Bce, in una recente intervista a MF-Milano Finanza.

Una ricerca dell’unità Egov del Parlamento Ue, scritta dagli economisti Ronny Mazzocchi e Kai Gereon Spitzer, ha analizzato il comparto delle banche digitali. La neobank mediana ha 4 miliardi di asset, una cifra contenuta rispetto al minimo per essere considerate «significative» dalla Bce (30 miliardi). Ci sono però alcuni istituti di maggiori dimensioni.

Revolut, che ha una licenza lituana ed è controllata da una holding inglese, ha un attivo di 30,7 miliardi. La banca ha ottenuto nel 2025 un utile netto di 1,3 miliardi di sterline (+65%) mentre i ricavi sono cresciuti del 46% a 4,5 miliardi di sterline. Il gruppo ha patrimonio in eccesso rispetto ai requisiti specifici della Bce, che sono i più alti tra quelli fissati nell’Eurozona.

Trade Republic ha licenza in Germania e asset per 36,6 miliardi, anche se in gran parte sono attivi in custodia dei clienti. Anche N26 ha licenza in Germania e depositi di clienti per oltre 10 miliardi.

In generale le neobank usano i depositi per fare credito specializzato oppure operano nel mercato monetario. Sono caratterizzate da un’alta percentuale di raccolta in forma di depositi retail (80% del totale, rispetto al 27% di quelle vigilate da Bce), anche transfrontalieri (quasi assenti invece negli istituti tradizionali).

La redditività media è inferiore al 10%, il livello raggiunto invece dalle grandi banche. Il minore ritorno sul capitale è dovuto al maggiore costo dei depositi e alle maggiori spese per la parte non legata al personale (come IT e advertising).

Redditività e valutazioni di mercato

Nonostante la minore redditività, le valutazioni delle neobank sono molto superiori e spesso superano 10 volte il valore di libro (anche se in molti casi non si tratta di società quotate).

L'analisi del Parlamento Ue evidenzia che tali numeri richiederebbero un ritorno sul capitale molto alto, spesso irrealistico. «È improbabile che molte delle neobanche odierne raggiungano le dimensioni e la redditività previste dalle loro valutazioni semplicemente attraverso la crescita organica, raccogliendo depositi e concedendo prestiti», rilevano gli economisti. Alcuni istituti, in particolare quelli minori, dovranno crescere in modo rilevante per ammortizzare le spese.

Le sfide per la supervisione

In questo scenario ci sono sfide di rilievo per la supervisione, anche nei casi di successo. Nel 2021 il supervisore tedesco ha imposto limiti di espansione dei clienti a N26 perché il risk management non era al passo con la crescita del gruppo.

Secondo gli economisti del Parlamento Ue, le banche digitali possono essere più esposte a deflussi di liquidità, pagare una limitata diversificazione o essere colpite in modo significativo da attacchi cyber.

Inoltre Mazzocchi e Spitzer ricordano la questione della protezione dei depositi facendo riferimento per esempio a Revolut: la banca ha passività verso clienti per 27 miliardi di euro, ma lo schema di garanzia lituano ha mezzi finanziari disponibili limitati (per 371 milioni) nel caso fosse necessario ripagare i conti protetti.

«Poiché molte banche digitali hanno sede in Paesi di piccole dimensioni e hanno numerosi clienti non esclusivi, che tendono a spostare i depositi in risposta a shock specifici, la loro espansione potrebbe creare un nuovo canale di ricadute transfrontaliere finché l’assicurazione sui depositi rimarrà a livello nazionale», ha osservato una ricerca Bce.

Una garanzia comune europea risolverebbe la questione, ma per il momento resta l’incertezza sulla gestione di eventuali fasi critiche. (riproduzione riservata)



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