Con l’arbitro assicurativo, l’organismo indipendente istituito presso l'Ivass per la risoluzione stragiudiziale delle controversie tra clienti e compagnie, operativo dal 15 gennaio, potranno emergere pretese di importo modesto che solitamente non approdano in Tribunale e il nuovo strumento è destinato ad affermarsi anno dopo anno.
Ne è convinta Manuela Malavasi, partner dello studio BonelliErede, ricordando che «nel 2024 le assicurazioni hanno ricevuto 113 mila reclami, di cui il 60% respinto o non risolto». Oltre 67 mila assicurati non hanno quindi trovato soddisfazione alle richieste e ora hanno uno strumento di ricorso più economico (il costo è 20 euro) rispetto alla mediazione.
«Com’è stato per l’arbitro bancario, che dall’avvio nel 2010 ha visto crescere le domande da 3.400 a quasi 14 mila, anche per quello assicurativo si prevede una crescita», continua Malvasi, «e ci sarà una maggiore prevedibilità delle decisioni con conseguente riduzione dei contenziosi». (riproduzione riservata)