Asia in rialzo, giovedì 13 agosto, dopo che i dati sull’inflazione statunitense, più contenuti del previsto, hanno ridotto la pressione sulla Federal Reserve affinché alzi i tassi di interesse nel breve periodo. I listini tecnologici di Corea del Sud (+4,10%) e Giappone (+1,7%) hanno guidato i guadagni, sostenuti dagli acquisti sull’intelligenza artificiale. Alle ore 7:30 italiane, Hong Kong sale dello 0,3%, Snahgai dello 0,5%. I futures sul Nasdaq viaggiano deboli.
Il dollar index è rimasto stabile intorno a 99,9 giovedì, dopo l’elevata volatilità della seduta precedente, mentre gli investitori attendono i dati sull’inflazione alla produzione di luglio per ulteriori indicazioni sull’andamento dei prezzi.
I dati diffusi mercoledì hanno mostrato che l’inflazione al consumo negli Stati Uniti è rallentata per il secondo mese consecutivo al 3,4% a luglio, con un aumento dello 0,1% rispetto al mese precedente.
I mercati ora attribuiscono una probabilità di circa il 40% a un rialzo dei tassi Fed di 25 punti base a settembre, in calo dal 50% di un giorno prima. Intanto gli investitori continuano a valutare le possibilità di un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz, anche se l'inasprimento dei toni tra Stati Uniti e Iran, mentre i negoziati restano bloccati, ha ridotto le probabilità di un'intesa imminente. I prezzi del petrolio viaggiano a 83 (Wti) e 89 (Brent) dollari l’oncia, in relativa stabilità. Sullo yen, gli operatori restano in allerta per un possibile intervento delle autorità a sostegno della valuta, che si avvicina alla soglia di 160 contro il dollaro.
L’oro è rimasto sopra i 4.400 dollari l’oncia giovedì, vicino ai massimi delle ultime dieci settimane, dopo che la relativa stabilità dell’inflazione al consumo negli Stati Uniti ha ridotto la pressione sulla Fed affinché alzi i tassi nel breve periodo. Gli investitori attendono ora i dati sull’inflazione alla produzione più tardi in giornata.
I prezzi alla produzione giapponesi sono aumentati del 7,2% su base annua a luglio 2026, in lieve rallentamento rispetto al +7,3% del mese precedente, il risultato il più elevato da oltre tre anni. Il dato è risultato leggermente inferiore alle attese del mercato, ferme al +7,4%, suggerendo un allentamento delle pressioni sui costi delle materie prime e dell’energia rispetto alle previsioni.
I prezzi hanno continuato a crescere in tutte le principali componenti: i mezzi di trasporto sono saliti del 2,6%, gli alimentari e le bevande del 4%, i prodotti chimici del 12,9%, i prodotti petroliferi e del carbone del 17,5%, il ferro e l’acciaio dell’1,7%, i macchinari elettrici del 4,6% e quelli per la produzione del 2,5%. Su base mensile, i prezzi alla produzione sono aumentati dello 0,1%, in forte rallentamento rispetto al +0,5% di giugno, segnando l'incremento mensile più contenuto degli ultimi cinque mesi. (riproduzione riservata)