I dati Istat sulla violenza di genere confermano la cronicità del fenomeno, con oltre 6 milioni di italiane tra i 16 e i 75 anni che, nel corso della vita, hanno subito almeno una forma di violenza fisica o sessuale.
Tra queste, l’abuso dal punto di vista economico ha colpito il 6,6% delle donne italiane che hanno avuto una relazione, per un totale di 1.248.618 vittime. I responsabili sono soprattutto ex partner (10,2%), rispetto ai partner attuali (1,1%, pari a 164.613 donne).
I comportamenti tipici sono dei più svariati e includono l'impedimento di lavorare (3,3% delle donne), di usare il proprio denaro (2,7%) e di conoscere il reddito familiare (2,5%).
L'esclusione dalle decisioni economiche familiari è significativa: tra le vittime nell’ambito della coppia, la quota che non partecipa alle decisioni raggiunge il 18,4%. Lo stretto legame tra dipendenza finanziaria e controllo è confermato dal fatto che il 42,4% delle vittime di violenza economica non si considera economicamente indipendente.
La percentuale sugli abusi fisici resta altissima: il 31,9% delle donne tra 16 e 75 anni ha subito violenze fisiche o sessuali. Del totale, il 18,8% ha subito violenze fisiche, il 23,4% di natura sessuale e il 5,7% stupri o tentati stupri.
La dinamica si verifica sia all’interno che all’esterno delle relazioni affettive. Mentre il 26,5% delle donne riferisce violenze dai non partner – parenti, amici, colleghi, conoscenti o sconosciuti, gli stupri sono commessi soprattutto in ambito relazionale: nel 63,8% dei casi i responsabili sono fidanzati o ex, con questi ultimi che incidono in misura prevalente (59,1%).
Da non sottovalutare è l’impatto sui figli: nel 62,1% dei casi i bambini assistono alle violenze e nel 19,6% le subiscono direttamente.
I comportamenti prevaricanti sono anche di natura psicologica e vedono tra le vittime il 17,9% delle donne. Lo stalking tocca infine il 15,5% della categoria.
Fra il 2014 e il 2025, le violenze sessuali sono aumentate (dal 6,4% al 7,3%) e quelle fisiche sono leggermente diminuite, ma a sorprendere è l’incremento del numero di giovani e studentesse tra le vittime. La fascia d’età 16-24 anni registra un balzo: dal 28,4% al 37,6%, che diventa un rapporto 16,9%-29,1% tra le studentesse. A trainare questo aumento sono le violenze sessuali, che quasi raddoppiano (dal 17,7% al 30,8%).
Le vittime sono sempre più consapevoli della gravità di quanto che subiscono: l’82,3% giudica «molto o abbastanza grave» l’episodio, contro il 77,7% del 2014. Aumenta anche la percentuale di chi considera la violenza un vero e proprio reato (dal 30,1% al 36,3%).
Molto significativo è l’incremento delle richieste di aiuto ai Centri antiviolenza – dall’4,4% all’8,7% per violenze da partner o ex partner. Eppure, nonostante tutto questo, solo il 10,5% denuncia. (riproduzione riservata)