Dopo il transito nello stretto di Hormuz di navi provenienti da Paesi dell’Asia orientale (Cina, Giappone e Pakistan), anche alcuni Paesi europei hanno avviato trattative con i pasdaran iraniani per poter attraversare il Collo di bottiglia del Golfo. Lo riporta la tv di Stato iraniana, senza, però, altri dettagli sulle singole nazioni coinvolte.
Intanto l’Iran ha stabilito l'Iran ha stabilito nuove norme per il passaggio nello stretto di Hormuz, ha annunciato Ebrahim Azizi, capo della commissione Sicurezza nazionale del parlamento iraniano. «L'Iran, nel quadro della sua sovranità nazionale e della garanzia della sicurezza commerciale internazionale, ha preparato un meccanismo professionale per gestire il traffico nello stretto di Hormuz lungo una rotta designata, che sarà svelato presto», ha scritto su X. «Da questa procedura trarranno beneficio solo le navi commerciali e le parti che cooperano con l'Iran», ha avvertito, «per i servizi specializzati forniti nell'ambito di questo meccanismo saranno riscossi pedaggi».
Il meccanismo, ha subito poi chiarito, «rimarrà chiuso agli operatori del cosiddetto Progetto libertà», ossia gli Stati Uniti e Israele.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha scritto una lettera a Papa Leone XIV chiedendo di opporsi alle azioni Usa-Israele che definisce «chiari crimini di guerra» e sottolineando come l’intenzione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di «distruggere la civiltà storica dell’Iran» riveli un’illusione di potere assoluto. Lo riporta l’agenzia di stampa Mehr. Nella missiva il presidente iraniano cita poi passi sia del Corano sia della Bibbia che condannano l’arroganza. E loda le «posizioni morali, logiche e giuste» del Papa sulla guerra in Iran. (riproduzione riservata)