Il mese di maggio del private equity italiano si chiude con 48 operazioni, il risultato migliore dal 2023 (considerando solo i mesi comparabili): si tratta di un incremento del 60% rispetto ai 30 deal dello scorso anno, che porta il totale da gennaio a 189 operazioni. Anche in questo caso un aumento a doppia cifra (+20%) rispetto allo scorso anno quando, dopo cinque mesi, erano andati in porto 158 investimenti. L’andamento di quest’anno riesce per ora a battere anche quello del 2023: in quell’occasione, tra gennaio e maggio, erano estati conclusi 164 deal.
I dati emergono dall’osservatorio Pem di Liuc-Business School, realizzato in collaborazione con Aifi e con il contributo di Advant Nctm, Deloitte, Di Luccia & Partners, Equita, Equity Factory, Fondo Italiano d’Investimento sgr, Riello Investimenti sgr e Valori Asset Management. Sullo stato di salute del private equity italiano si esprime Andrea Tomaschù, managing partner di Riello Investimenti: «I dati presentano una fotografia di grande dinamismo e dimostrano la vitalità del mercato italiano e le grandi opportunità di investimento che ne derivano».
Interessante, aggiunge il manager, «il dato relativo agli investitori internazionali, che hanno concluso più della metà dei deal in questi primi mesi dell’anno, e agli add-on di aziende estere». La dimensione internazionale, conclude, «testimonia una crescente maturità dell’Italia come mercato di riferimento e conferma il valore del contributo che negli anni abbiamo dato noi operatori nazionali per lo sviluppo delle pmi italiane».
Solo a maggio le operazioni di buy out hanno rappresentato il 79% del totale, mentre gli add on (cioè le operazioni di aggregazione aziendale) al 56%, segnale del fatto che gli operatori continuano a perseguire la crescita per linee esterne delle proprie società in portafoglio. A proposito di investitori esteri, l’attività di investimento degli operatori internazionali nelle imprese tricolore ha rappresentato il 48% delle operazioni concluse. Un dato leggermente inferiore alla media degli ultimi anni, ma che torna su livelli in linea con il passato, dopo alcuni mesi di predominio sul mercato da parte degli investitori esteri.
Infine, uno sguardo ai settori: prodotti per l’industria, food e healthcare sono stati, a maggio, i comparti maggiormente oggetto di operazioni, ma il livello di dispersione a livello settoriale, segnala l’osservatorio, risulta molto significativo. (riproduzione riservata)