Il salvataggio del Credit Suisse spacca il parlamento svizzero. Nella notte tra martedì 11 e mercoledì 12 aprile il Consiglio nazionale, uno dei due rami dell’organo legislativo, ha bocciato le risorse finanziarie che la confederazione ha messo sul piatto per le nozze tra il gruppo di Zurigo con Ubs.
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Per frenare la pericolosa crisi di liquidità in atto il mese scorso il governo svizzero ha annunciato la fusione tra Credit Suisse e Ubs. Un’operazione agevolata da una linea di liquidità da 100 miliardi di franchi svizzeri messa a disposizione e da 9 miliardi di garanzie per eventuali spese legali della nuova entità.
Proprio queste risorse sono ora nel mirino di un ramo del parlamento svizzero. La loro erogazione è stata infatti respinta da un'alleanza Sinistra-UDC, con 102 voti contro 71 e 2 astensioni. Il dossier torna ora al Consiglio degli Stati, l’altro ramo del parlamento. Resta comunque convinzione molto diffusa tra investitori e operatori di mercato che un accordo venga raggiunto sul piano annunciato il mese scorso. (riproduzione riservata)