Marche e Covid, a che punto è la notte? Nell’ambito di un convegno organizzato dall’Osservatorio sulla Legalità Economica e i Diritti fondamentali del Dipartimento di Management dell’Università Politecnica delle Marche sono state presentate delle riflessioni relative alla peculiare situazione economica causata dalla pandemia proprio per affrontare questo tema.
In particolare, nella provincia di Ancona, come ha evidenziato il Prefetto Antonio D’Acunto, la prima problematica è stata dare una risposta tempestiva alle aziende che vi si rivolgevano con situazione complesse, spesso aventi un intreccio di codici ATECO oppure facenti parte della filiera per la produzione di alcuni prodotti.
La velocità e la natura dialogante con cui gli uffici prefettizi hanno provveduto a dare risposte hanno consentito l’assenza di contenzioso giurisdizionale. Anche per gli esercizi commerciali i controlli sono stati imponenti (circa 147.161 in un anno) con l’erogazione di 66 sanzioni di cui soltanto 15 prevedenti la chiusura. Ciò conduce a ritenere come la modalità con la quale si approccia la PA influenzi anche l’efficacia della misura ed orienti l’accettazione della stessa da parte dei destinatari. In tali casi la letteratura giuspubblicista statunitense parla proprio di nudge legislation da “paternalismo libertario”.
L’attenzione al tessuto economico ha condotto, inoltre, a temere per l’economia legale e l’accesso al credito al fine di sottrarre le aziende dai pericoli provenienti dal ricorso a prestiti usurari o da infiltrazioni criminali nelle società sane, anche attraverso prestanome. A tal scopo, è stato istituito un Tavolo istituzionale dedicato al sistema creditizio e alla prevenzione di infiltrazioni criminali. Alunno Magrini, Direttore della Banca d’Italia, sede per le Marche, ha infatti ricordato come siano stati numerosi gli interventi effettuati su quegli intermediari che erano poco veloci sul rifinanziamento dei prestiti. Ampia attività è stata svolta in collaborazione agli UIF (Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia) in considerazione del fatto che moltissimo denaro (anche delle aziende) è rimasto tutt’oggi nei conti correnti: l’indice di default è circa il 2,5%, storicamente uno dei più bassi. Ermanno Traini, Presidente della Commissione regionale ABI Marche ha sottolineato che l’importo medio delle richieste si è stabilizzato sui 19210 euro circa (in linea con la media nazionale) mentre per i prestiti più ampi di circa 156000 euro (al di sotto della media nazionale).
Esistono pertanto due profili coesistenti di criticità: la richiesta di credito e il relativo utilizzo. Proprio su quest’ultimo crinale hanno lavorato le Forze dell’Ordine rilevando come spesso alcune società, talvolta appositamente create, abbiano tentato di accedere ai crediti per finalità indebite. Il Gen. B. Claudio Bolognese, Comandante provinciale della Guardia di Finanza ha comunque invitato tutti a mantenere forte l’attenzione per i reati di usura e riciclaggio i quali danneggiano l’economia sana e la leale concorrenza.
Appare evidente, pertanto, quanto sia stato pregevole l’approccio olistico utilizzato nella task force ove la PA-Prefettura costituisce il raccordo di una organizzazione fluida a rete di analisi tecnica e di controllo perfettamente ramificata su tutti gli aspetti economici, operante con metodi dialoganti e di nudge legislation. Una esperienza da non disperdere per il futuro insieme ai preziosi consigli de iure condendo di ABI Marche che, in visione dei prossimi mesi di ripresa, auspica in modo prudenziale, che la sospensione dei meccanismi di concessione creditizia sia estremamente graduale e di allungare almeno a 15 anni le scadenze per il rientro dei crediti. (riproduzione riservata)