La camera Usa ha bloccato lo sviluppo della Central Bank Digital Currency americana con il Cbdc Anti Surveillance State Act votato da tutti i repubblicani, più tre democratici. Lo stop alla valuta digitale della Fed ricalca in qualche modo l'approvazione del cosiddetto Fit21 (Financial Innovation and Technology for the 21st Century Act) che definisce un quadro normativo preciso e mette chiarezza nei ruoli della Sec in merito alle criptoattività, determinando se un asset digitale è una commodity o meno. Il Fit21 è stato approvato anch’esso alla Camera con la totalità dei voti Repubblicani, oltre a quelli di 71 Democratici andando contro le indicazioni del presidente Biden e del presidente della Sec Gary Gensler. C'è in corso un confronto elettorale negli Usa tra Democratici e Repubblicani in vista delle presidenziali che si sta combattendo anche sul piano di uno strumento determinante come quello del denaro. Questo confronto vede da un lato la difesa del ruolo della moneta come strumento di esercizio del potere Usa in chiave geopolitica, che grazie all'effetto Cantillon fa sì che i vantaggi dell'emissione di nuovi dollari siano americani e gli svantaggi siano del resto del mondo, che utilizza per gli scambi commerciali una moneta pijù diluita senza beneficiarne della costante generazione. Dal punto di vista della Fed e della Casa Bianca questo potere dev'essere tutelato dalla concorrenza data dalla diffusione delle stablecoin Usd-Based che fanno in parte il gioco dell'istituto guidato da Powell, ma non tanto quanto potrebbe farlo una Cbdc ufficialmente emessa e controllata dalla Banca Centrale Usa.
Dall’altra parte del confronto che si gioca nel Congresso c’è la tutela delle libertà individuali e che si trova in accordo con la diffusione delle cripto, in primis il bitcoinm, che è matematicamente scarso, non controllato da nessuno, incensurabile e pertanto paladino dell'individuo, e che è contrario all'eccessivo potere della politica sulla moneta Fiat, la quale è caratterizzata da una costante svalutazione; per non parlare delle preoccupazioni del controllo e dell'eventuale esercizio del potere di confisca: sappiamo quanto è stato determinante il bitcoin per la sopravvivenza di Wikileaks rispetto alle ostilità del governo contro Assange.
Se gli interessi nazionali Usa in chiave geopolitica vedessero dunque positivamente l’emissione di una Cbdc di Stato, la difficoltà di comunicare questi concetti insieme all'avvicinarsi del voto (e dunque di una consultazione) farebbe prevalere la tutela degli interessi individuali che si associano alla preoccupazione che l’introduzione di una Cbdc sia il preludio all'esclusività nell'uso delle transazioni economiche e la messa al bando di altre forme di moneta. In Europa la situazione è migliore?
Il dibattito politico sulle prossime europee è più concentrato sulla farina di grillo che su temi come l’identity wallet comunitario o sull'euro digitale. La nostra Cbdc, il Digital Euro, sarà sì un'infrastruttura strategica che consente pagamenti elettronici evitando i circuiti controllati oltreoceano, ma rispetto alla quale non deve passare in secondo piano il rispetto della caratteristica di incensurabilità delle transazioni tra individui dell’Ue. E in modo verificabile e la cui privacy debba essere verificabile con metodologie trustless. Così com’è importante poter avere anche un'infrastruttura di pagamenti scollegata da società statunitensi e che dia ai consumatori europei uno strumento comunitario, non sono meno importanti i valori di tutela delle garanzie individuali nei pagamenti non solo per essere veramente un contante digitale ma per garantire anche quelle tutele politiche che non devono rivalersi sul potere economico degli individui. La campagna elettorale è il momento per far impegnare le forze politiche sui valori di garanzia dei diritti degli individui nel creare strumenti collettivi, come sono quelli del controllo della moneta e delle infrastrutture di pagamento. Perchè se l’Europa vuole differenziarsi dai regimi autocratici o dai meccanismi di social-scoring che si stanno diffondendo lo deve fare anche nell’applicazione dello strumento più importante: la moneta. (riproduzione riservata)
Davide Zanichelli
Membro Commissione Finanze
della Camera nella XVIII Legislatura