Il progetto di rimpatrio dei 400 miliardi di bond emessi da società italiane all’estero, soprattutto in Paesi quali Lussemburgo e Irlanda, è a buon punto. Consob e Borsa Italiana (parte del gruppo Euronext), infatti, si sono impegnate a riportare a Milano i collocamenti delle emissioni di debito da parte delle grandi società. E ora metà delle emissioni, oltre 200 miliardi di euro, è stata rimpatriata. Grazie anche all’assist della stessa Cdp che ha deciso di collocare debito solo in Italia.
L’ultimo gruppo ad aderire in ordine di tempo è Aspi, Autostrade per l’Italia, la principale società italiana che gestisce la rete autostradale a pedaggio e una delle più grandi concessionarie di infrastrutture nel Paese. Il gruppo guidato dall‘amministratore delegato Arrigo Giana ha aderito al progetto di re-shoring con prospetto di emissione obbligazionaria Emtn (Euro Medium Term Note) che prevede di collocare debito fino a 9 miliardi di euro. Le emissioni a partire dal 2026 avverranno quindi sul segmento Mot di Borsa Italiana.
Il commissario Consob, Federico Cornelli, spiega che «Consob oggi delibera prospetti più velocemente a anche in inglese, grazie a personale di alta qualità. Insieme a Borsa Italiana sviluppa un positivo gioco di squadra che ha indotto molti emittenti italiani a rientrare da Irlanda e Lussemburgo e a quotare su Milano. Il tutto a costo zero per la finanza pubblica».
Con una nota di marzo 2024 Consob, l’autorità sui mercati, ha introdotto una serie di misure per tornare a rendere interessante per le società, dalle banche alle large cap di Piazza Affari quali Eni, Enel, la stessa Cdp, pianificare il proprio programma di collocamento del debito non più in piazze estere ma in Italia, grazie alla piattaforma di Borsa spa grazie ad una progressiva semplificazione delle procedure. (riproduzione riservata)