Dopo anni di attesa per la normalizzazione dei tassi di interesse, alcune banche stanno facendo un’attività creditizia come se quel giorno non dovesse mai arrivasse, facendo il pieno di prestiti e strumenti con tassi bassi per lunghi periodi. Secondo i dati della Federal Deposit Insurance Corp (Fdic), la percentuale di asset bancari che non giungerà a scadenza o modificherà i tassi per più di cinque anni ha raggiunto un nuovo massimo nel secondo trimestre.
Ciò significa che le banche stanno consentendo a sempre più mutuatari di bloccare i tassi bassi per lunghi periodi, un rischio potenziale se i tassi dovessero salire bruscamente. «Il contesto dei tassi di interesse e le condizioni competitive dei prestiti continuano a rappresentare una sfida per molte istituzioni. Alcune banche hanno risposto a questo contesto raggiungendo il rendimento mediante asset a più alto rischio e a più lunga scadenza», ha osservato il presidente del Fdic, Martin Gruenberg.
Le banche fanno soldi in due modi: i prestiti e le commissioni. Le banche di medie e piccole dimensioni tendono a fare maggiore affidamento sui prestiti rispetto ai colossi che puntano invece su attività con commissioni elevate come il wealth management. I profitti dell’attività creditizia derivano tipicamente dalla differenza tra gli interessi che le banche erogano sui depositi e quanto guadagnano sui prestiti e sulle security. Ma i tassi di interesse sotto zero in seguito alla crisi finanziaria hanno eroso questi margini per tutto il settore, portando alcune banche a fare prestiti su un più lungo arco di tempo in modo da ottenere rendimenti maggiori.
La maggior parte dei prestiti a più lungo termine riguarda il fiorente ambito degli immobili commerciali, in cui vengono finanziati uffici e condomini con prestiti a tasso fisso per periodi da tre a dieci anni. Per esempio, ConnectOne Bancorp di Englewood Cliffs (New Jersey) è cresciuta rapidamente negli ultimi anni mediante i prestiti a immobili commerciali, che alla fine del 2016 costituivano più della metà degli asset della banca. La maggior parte è stata stipulata negli ultimi tre anni. L’ad Frank Sorrentino ha dichiarato che la sua banca vanta 4,7 miliardi di dollari di attivi e ha recentemente iniziato a diversificare.
Nel settore, la percentuale del totale degli attivi a tasso fisso per più di cinque anni era del 27,5% nel secondo trimestre 2017, massimo assoluto da quando il Fdic ha avviato i rilevamenti nel 1984. Il dato ha raggiunto il 33,7% nel secondo trimestre per le banche con un patrimonio da 1 a 10 miliardi di dollari. I prestiti per gli immobili commerciali dal 25,7% nel secondo trimestre del 2012 hanno rappresentato il 31,5% degli attivi presso le banche di media e piccola dimensione in questi tre mesi. La cifra è molto più bassa negli istituti più grandi, al 6,4%, costante negli ultimi anni. Finora il raggiungimento del rendimento non ha presentato alcun problema, in quanto i tassi a lungo termine sono rimasti bassi. (riproduzione riservata)
