Elon Musk sta popolando le stanze del potere di amici e sostenitori delle sue società. Nel contempo il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sta imponendo un giro di vite in numerose agenzie federali e dipartimenti che, sostiene il New York Times, hanno aperto indagini o procedimenti contro le aziende di Musk.
L’ultima mossa dell’uomo più ricco del mondo, secondo un articolo del Nyt del 14 febbraio, è stata la cooptazione di Joe Gebbia, cofondatore di Airbnb, nel Doge, il Dipartimento di Efficienza del Governo affidato da Trump al miliardario. Gebbia è già membro del consiglio di amministrazione di Tesla e amico personale di Musk. Il suo ruolo nel dipartimento di efficienza non è noto, ma il nuovo membro si unirà a una squadra composta da giovani ingegneri – di fatto privi di esperienza in ambito governativo –che conoscono Musk da tempo.
Il Doge ha l’obiettivo di tagliare i costi della macchina federale di 2 miliardi di dollari al giorno. Per raggiungere il traguardo Musk ha cominciato a bloccare le assunzioni non necessarie e a ridurre drasticamente le spese di decine di agenzie. In parallelo, Trump ha sostituito numerosi dirigenti delle stesse strutture. Cambiamenti che, osserva il Nyt, vanno a beneficio di Musk. Il presidente, per esempio, da gennaio ha licenziato tre funzionari del National Labor Relations Board, l’agenzia che vigila sui diritti dei lavoratori. Questa struttura ha ben 24 dossier aperti sulle società di Musk. Ma questo è solo un assaggio.
Nel complesso, il quotidiano ha contato 11 agenzie, tra cui la Sec – di cui Trump ha cambiato i vertici – e il Dipartimento di Giustizia, coinvolte in avvicendamenti e riorganizzazioni interne. Guarda caso, tutte avevano avviato investigazioni contro Space X, Tesla, Neuralink e X oppure avevano intrapreso battaglie regolatorie contro Musk stesso. (riproduzione riservata)