skin track

Il genio politico italiano
WSJ Leggi dopo

Il genio politico italiano

di Joseph C. Sternberg
Milano Finanza - Numero 015 pag. 19 del 20/01/2018

Con ogni probabilità dopo il voto del 4 marzo il Paese si troverà senza una leadership forte. Ma un governo onestamente instabile può essere meglio di un altro che finga di essere stabile

Permettetemi di lodare il metodo di governance dell’Italia. Sì, anche chi scrive è sorpreso da questa frase così come chi la sta leggendo, perché il mondo intero sa che il metodo di governance dell’Italia è fatto proprio per non avere un governo.


È possibile che l’Italia non avrà una leadership dopo le elezioni del 4 marzo. La coalizione di destra guidata dall’ex primo ministro Silvio Berlusconi, che non può correre per la carica a causa di una condanna (!), è più meno testa a testa nei sondaggi d’opinione con il populista Movimento 5 Stelle, fondato dal comico Beppe Grillo. Nessuno dei due partiti può raggiungere un maggioranza tale da formare una coalizione di governo, mentre il Partito Democratico di centro-sinistra al potere resta sempre più indietro nei sondaggi.


Alla fine qualcuno farà il primo ministro perché qualcuno deve farlo, ma questa persona presiederà un governo debole e fragile. Chi può sapere che cosa ciò significherà per il Paese? Molto probabilmente l’economia continuerà a cavarsela come ha fatto finora, né precipitando in una crisi acuta né migliorando in salute. L’ Italia continua a dare palpitazioni agli investitori, ma le cose vanno meglio che in passato.


Le banche hanno compiuto qualche progresso nel dismettere i prestiti in sofferenza dai loro libri contabili, anche se non abbastanza. Il governo del Partito Democratico, soprattutto sotto la guida dell’ex primo ministro Matteo Renzi, ha proseguito con modeste riforme, anche se non nella misura in cui l’economia ne aveva bisogno. Grazie alla crescita trainata dagli Stati Uniti e da altri Paesi europei l’economia italiana sta tornando a crescere, anche se non quanto dovrebbe.


La politica non sta al passo con i tempi. I Democratici stanno inciampando perché Renzi ha affrontato le riforme economiche come un insieme di singoli problemi che richiedono soluzioni tecnocratiche: fondi per il salvataggio delle banche, correzioni della Legge Fallimentare e via dicendo. Da nessuna parte si sente parlare di crescita economica.


Ciò alimenta la frustrazione che spinge alcuni elettori a rivolgersi a partiti come il Movimento 5 Stelle, che sa meglio parlare delle preoccupazioni quotidiane degli elettori. Eppure l’inesperienza e la poca professionalità di quel partito lo rendono un’alternativa tutt’altro che convincente.
La lontananza dei Democratici dai temi dell’economia ha incoraggiato Berlusconi a cercare di parlare di crescita, per esempio con la sua proposta di un’imposta forfettaria sui redditi. Eppure, se Berlusconi avesse voluto davvero, l’avrebbe introdotta in uno degli oltre otto anni in cui è stato primo ministro.


I sondaggi indicano un elettorato determinato a non determinare nulla. Gli italiani sembrano credere di poter proseguire per un altro po’ nella loro quasi-ripresa economica attuale, in attesa di un’evoluzione soddisfacente in almeno un partito politico: un nuovo leader, una nuova idea, una nuova credibilità, qualsiasi cosa.


Nonostante le derisioni che il Paese subisce per il suo caos politico, l’Italia non è sostanzialmente diversa dalle democrazie europee più rispettabili. I governi deboli stanno diventando la norma. I leader di recente rieletti in Gran Bretagna, Paesi Bassi e probabilmente Germania arrivano al potere da posizioni elettorali molto fiaccate e meritano questo risultato perché da primi ministri hanno visto ridursi i loro margini parlamentari. Sono solo più bravi degli italiani a fingere il contrario.


Se pensate che in una crisi sia necessaria una governance forte, quei Paesi non possono permettersi di avere governi deboli più di quanto possa farlo l’Italia. Il primo ministro britannico Theresa May sta navigando in direzione Brexit senza un chiaro mandato elettorale. La Germania si trova di fronte a una crisi bancaria sottovalutata, in quanto la sua intricata rete di casse di risparmio statali o controllate dallo Stato vacilla a causa dei bassi tassi d’interesse e di business model balbettanti.


È difficile capire quanto sia di aiuto far finta di avere un governo forte. C’è anzi la prova che ciò rende le cose peggiori. All’estremo, si finisce per fare come in Grecia, dove le leggi elettorali danno ai governi una maggioranza parlamentare più ampia rispetto a quella che meritano, permettendo a governi forti con mandati deboli di rovinare l’economia.


All’altro estremo, si ottiene la Germania. I tedeschi sono stati governati per quattro anni da una grande coalizione di centro-destra e centro-sinistra progettata per mascherare l’incapacità del cancelliere Angela Merkel di assemblare una vera coalizione di maggioranza dalle elezioni del 2013. Gli elettori hanno punito la loro classe politica a settembre 2017 consegnando il 13% dei voti a un partito di estrema destra moderatamente preoccupante e allontanandosi ancora di più dai cristiano-democratici della Merkel e dai partner di centro-sinistra del Partito Socialdemocratico. Eppure ora la Merkel sta cercando di formare un’altra grande coalizione. Che cosa pensate che accadrà nelle prossime elezioni?


Il genio italiano è nell’essere onesti nel rappresentare ciò che gli elettori faranno o non faranno. Probabilmente eviteranno di dare il mandato a una classe politica che sembra mal equipaggiata per affrontare i tanti problemi del Paese. Forse gli italiani sanno di non potersi permettere un time-out così lungo della politica, ma forse intuiscono anche che non possono permettersi di concedere a nessuno degli attuali poco brillanti contendenti di fingere di avere un mandato più forte. Non è un approccio del tutto saggio, ma c’è più saggezza di quello che sembra.


(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

MF+MIFI + The Wall Street Journal


Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza