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Il cashback spinge la digitalizzazione, ora è il momento del «Fisco in un’app»
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Il cashback spinge la digitalizzazione, ora è il momento del «Fisco in un’app»

di Gianmauro Dell’Olio - capogruppo M5S commissione Bilancio in Senato
MF - Numero 069 pag. 20 del 09/04/2021

Diciamolo subito: il cashback è un’ottima misura, supportata da tali e tanti dati che francamente ci saremmo risparmiati molto volentieri la discussione di lunedì scorso in Senato sulla più che pretestuosa mozione contraria presentata da Fratelli d’Italia. Mozione peraltro velleitaria, vista la più totale assenza di riscontri alla sua base e la conseguente bocciatura da parte dell’aula. I dati sono dalla parte del cashback, misura introdotta dal governo Conte 2 con il costante sostegno del Movimento 5 Stelle. E parliamo degli stessi dati che recentemente sono stati illustrati in parlamento dal sottosegretario leghista Claudio Durigon, esponente di uno dei partiti che si era prestato a firmare la mozione di Fratelli d’Italia, salvo poi rientrare «all’ovile» di un ordine del giorno che lascia intatta la misura e che ha permesso a Lega e Forza Italia di astenersi e non votare la mozione stessa, dopo averla firmata.

Gli aderenti al cashback sono passati da quasi 6 milioni del dicembre 2020 a più di 8 milioni a marzo. Le transazioni sono cresciute da 2,9 milioni a 4,1 milioni. Il 56,6% degli importi è inferiore a 25 euro, a dimostrazione della veloce diffusione di pagamenti di importi minori effettuati presso i cosiddetti negozi di prossimità. Ambrosetti ha stimato in 23 miliardi i maggiori consumi nel biennio 2021-2022. Nove, invece, sono i miliardi di maggior gettito stimato da oggi al 2025, a dimostrazione del fatto che la misura si autofinanzia. Qualcuno, sempre dalle parti di Fratelli d’Italia e Lega, aveva provato a puntare l’indice contro le transazioni anomale, ovvero quelle frazionate per poter accedere più facilmente al bonus. Ma anche qui il sottosegretario del Carroccio, davanti al parlamento, ha dovuto ammettere che si è trattato dello 0,2% dei casi. Praticamente niente.

Almeno proviamo a sfruttare la giornata di lunedì scorso per arrivare a qualche conclusione. Innanzitutto il cashback non è solo un incentivo ai pagamenti elettronici che può far rientrare nelle tasche dei cittadini somme non indifferenti, ma è una porta aperta sulla digitalizzazione di rapporti tra cittadini, imprese e Pubblica amministrazione. L’applicazione IO, su cui si basa il sistema gestito da PagoPA, e quindi il cashback, è un’innovativa soluzione che amplia le possibilità proprio per cittadini, imprese ed enti locali. Più cittadini saranno presenti su questa applicazione, più i Comuni potranno fornire loro servizi in modalità totalmente nuova, a vantaggio della qualità della vita di ciascuno di noi.
Il cashback è anche una misura che fa risparmiare gli ingenti costi di gestione del contante, come spiega da anni il Politecnico di Milano. Si pensi ai costi di assicurazione e trasporto, tanto per fare un esempio. E la tracciabilità dei pagamenti è ovviamente una spinta al contrasto di fenomeni di evasione e sommerso. Lo stesso premier Mario Draghi, da governatore della Banca d’Italia, ha avuto modo di enfatizzare l’efficacia dei pagamenti elettronici in tal senso. Come Movimento 5 Stelle riteniamo che il grande successo del cashback sia in grado di sprigionare molte altre potenzialità del sistema.

Per questo, a maggior ragione dopo aver ascoltato la Sogei nel ciclo di audizioni sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, siamo riusciti a inserire nella relazione finale sul Piano medesimo la nostra proposta di «Fisco in un’app», da sviluppare con il coinvolgimento degli utenti finali. Vogliamo arrivare a una soluzione in cui ciascuno di noi possa controllare con la massima facilità i suoi dati fiscali, la sua posizione, i suoi debiti e i suoi crediti d’imposta. Perché oggi lo strumento tecnologico nel facilitare la vita alle persone conta esattamente come una buona norma. (riproduzione riservata)



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