Il blitz americano in Venezuela e la cattura di Nicolàs Maduro decisa dal presidente statunitense Donald Trump allontanano una pace già difficile in Ucraina e sdoganano definitivamente l'uso della forza nei rapporti tra gli Stati e nelle questioni geopolitiche mondiali. È unanime il giudizio di alcuni dei più autorevoli diplomatici ed analisti italiani, contattati da chi scrive per MF-Milano Finanza a proposito dell'arresto del presidente venezuelano, ora detenuto in un carcere a New York.
L'assalto delle forze speciali, secondo gli esperti, rispecchia quell'accordo in qualche modo segreto tra Donald Trump e Vladimir Putin siglato in estate durante il vertice a due di Anchorage, i cui effetti cominciano a vedersi piano piano con effetti futuri ancora da valutare nel quadro della politica internazionale.
Nathalie Tocci, analista geopolitica, direttrice dello Iai, è netta: «La pace in Ucraina era ancora molto lontana, il vero punto è che Trump le guerre le fa (Iran, Venezuela) non le risolve…».
Stefano Pontecorvo, ambasciatore di lungo corso, presidente di Leonardo, è preoccupato per le sorti dell'Unione Europea: «Con il blitz in Venezuela la pace in Ucraina appare più lontana, visto anche lo sdoganamento americano dell'uso della forza. Ora l'effetto si sentirà anche in Europa, dove l'esigenza di una difesa unica è ancora più importante e non sono sicuro che basti».
Alessandro Minuto Rizzo, già segretario generale della Nato, una lunga esperienza diplomatica anche lui, analizza l’aspetto del diritto internazionale: «Catturare un capo di Stato straniero in tempo di pace è una cosa mai vista. Le regole non esistono più e la forza emerge, però è incontrollabile. La relazione con l’Ucraina al momento non c'è. Ricordo che gli Usa considerano l’America latina una specie di protettorato. Lo dice anche il recente documento Usa di strategia».
Giampiero Massolo, che all’esperienza da ambasciatore unisce una lunga esperienza anche nel settore dei servizi, non ha dubbi: «La pace in Ucraina era già lontana prima del blitz in Venezuela ma perché non la vuole Putin. Quanto al diritto internazionale, mi pare che oggi la legittimità internazionale sia un po’ à la carte, per quanto atti difensivi sarebbe sarebbe meglio evitare l’uso di soluzioni di forza come quelli in Venezuela. Trump e Putin perseguono i loro interessi dal vertice di Anchorage. Per quanto ci possa dispiacere a noi europei, a noi italiani, il sistema delle relazioni internazionali è basato sul diritto del più forte e non possiamo purtroppo chiudere gli occhi di fronte alla realtà». (riproduzione riservata)