Byd, Geely e Saic, tre delle maggiori case automobilistiche cinesi, insieme a un’importante associazione di categoria, hanno intentato una causa contro la Commissione Europea presso il Tribunale Generale di Lussemburgo. A riportarlo per primo è stato il South China Morning Post, spiegando che l’azione legale riguarda i dazi imposti lo scorso anno sulle importazioni di veicoli elettrici cinesi.
I produttori cinesi contestano le accuse della Commissione Europea sui presunti sussidi, il metodo utilizzato per calcolarli e l’impatto attribuito al mercato unico europeo. La vicenda nasce da un’indagine avviata nell’ottobre 2023, che ha concluso che i sussidi cinesi abbassano i costi dei veicoli elettrici, danneggiando la competitività europea.
Lo scorso ottobre l’Ue ha imposto dazi variabili per cinque anni: Saic ha subito il massimo tasso del 35,3%, oltre alla tariffa base del 10%, mentre Byd e Geely sono soggette rispettivamente al 17% e al 18,8%. Tesla, grazie a un accordo separato, paga una tariffa ridotta del 7,8%, mentre le aziende che hanno collaborato all’indagine dell’Ue pagano una tariffa media del 20,7% e per quelle che non lo hanno fatto il dazio massimo resta al 35,3%.
La Cina ha reagito ai dazi europei imponendo tariffe su brandy, latticini e carne di maiale europei. I negoziati per risolvere il conflitto si sono bloccati, con divergenze su come stabilire prezzi minimi per i veicoli elettrici. E al momento non sembra ci possa essere una soluzione in tempi brevi. Da qui la causa che Byd, Geely e Saic hanno deciso di intentare contro la Commissione Ue. (riproduzione riservata)