I fondi attivisti continuano a riservare particolari attenzioni all’Italia anche nel primo semestre 2025. In un’Europa in cui sono diminuite le campagne da parte di questo tipo di fondi, l’attività in Italia è arrivata a valere il 10% di tutte le campagne attiviste condotte su società europee, quindi ben oltre il livello medio del periodo 2020-2024, in cui contavano per il 6%. Sono queste le prime evidenze dell’ultimo report «H1 2025 Review of Shareholder Activism», elaborato dalla banca d’affari Lazard e visionato da MF-Milano Finanza.
Sapere con precisione quali siano tutte le aziende prese di mira non è semplice, perché spesso - per quanto possa sembrare paradossale - molte campagne attiviste vengono condotte al riparo dai riflettori mediatici. O per lo meno si «risolvono» prima di eventuali fughe di notizie. Sicuramente, l’ultima in ordine cronologico è stata quella - rivelata per primo da questo giornale a giugno - condotta da Hoop Club su I Grandi Viaggi, tour operator di proprietà della famiglia Clementi quotato a Piazza Affari, in seguito alla quale si sono dimessi tre sindaci dalla società. Tra le motivazioni che hanno spinto la holding attivista ad agire c’è una stima secondo cui il fair value del titolo I Grandi Viaggi sia di 4,6 euro per azione, basandosi su un valore immobiliare stimato in 195 milioni, a cui si aggiungono liquidità netta per 26 milioni e altre attività finanziarie. Si tratta in sostanza di circa 220 milioni di hard asset che non sono mai stati valorizzati dal patron Luigi Maria Clementi nell’intera storia della società.
Tornando al report, in Europa sono state 30 le campagne avviate nel primo semestre, ben al di sotto delle 39 avviate sia nel primo semestre 2024 sia in quello 2023, anni che però sono stati veri e propri record. Come spiega un esperto che preferisce rimanere anonimo, nonostante il calo registrato, il Vecchio Continente è l’area dove le aziende sono chiamate maggiormente ad affrontare una serie di questioni che spaziano dalla governance e i cambi nel cda (tematica più sentita nel primo semestre) fino all’efficienza operativa.
I settori presi maggiormente di mira sono stati healthcare (20% delle campagne totali), immobiliare (10%), così come il comparto media, il retail, tlc, fino a industrials e beni di consumo. Mentre sono usciti dai radar, di molto, gli istituti finanziari.
Guardando ai fondi, spiccano in Europa Elliott (primo anche a livello mondiale con 7 campagne iniziate), Amber e Selwood (tutti con due campagne avviate nei primi sei mesi).
Sul fronte geografico, nonostante l’Italia sia in ripresa, a dominare resta il Regno Unito, dove si registra il 33% delle campagne portate avanti in tutta Europa, seguito da Francia e Germania (entrambi al 13%). (riproduzione riservata)