I 7 direttori creativi più brillanti
Le collezioni di Alta Gioielleria delle maison più importanti raccontate da chi realizza, anno dopo anno, creazioni uniche e preziose. Da Mille e una Notte
Trasformare la materia in emozione. È il compito più difficile per chi si occupa di eccellenza. Ma anche il più creativo e ammirato. Così, come gli scultori plasmano il marmo per realizzare opere uniche; i sarti tagliano e cuciono abiti da Mille e una Notte per l’Haute couture, nella gioielleria, anzi, nell’alta gioielleria, gli artigiani orafi intagliano le pietre più ricercate ed esclusive, scovate in luoghi inaccessibili del mondo dai gemmologi, su disegno di fantasiosi direttori creativi. Il risultato? Pezzi unici che a volte non fanno neanche in tempo a essere esposti che sono già stati comprati.

Com’è successo per alcune creazioni di Blue Book 2025: Sea of Wonder, l’annuale collezione di alta gioielleria di Tiffany & Co. firmata da Nathalie Verdeille, chief artistic officer jewelry e high jewelry, ritratta qui sopra. Il nuovo incredibile capitolo prosegue l’esplorazione dei misteri infiniti dell’Oceano attraverso quasi 40 creazioni inedite, realizzate reinterpretando i capolavori d’archivio del visionario Jean Schlumberger.

«Una visione poetica della trasformazione, in cui la bellezza del mare si traduce in gioielli dal fascino contemporaneo», spiega Nathalie Verdeille. «Questa collezione è un viaggio nelle profondità del mare e nasce da una serie di esplorazioni diverse. È un viaggio nei ricchissimi archivi della Maison attraverso la lente della mia immaginazione e della mia creatività».

Inventare quindi, ma senza mai tradire l’anima del brand è il fil rouge che lega le collezioni di tutte le Maison, una testimonianza del proprio heritage che si tramanda di anno in anno. Come spiega Lucia Silvestri, direttrice creativa della Gioielleria Bulgari, ritratta qui sopra.

«Con la nuova collezione Polychroma abbiamo sublimato uno degli elementi più iconici del Dna Bulgari: l’uso magistrale del colore, le sue combinazioni straordinarie e l’eccellenza assoluta espressa ai massimi livelli di artigianalità. L’ispirazione nasce da un intreccio di influenze culturali e suggestioni artistiche e architettoniche provenienti da ogni angolo del mondo».

Andrea Buccellati, direttore creativo e presidente onorario della Maison Buccellati, per gli oltre 50 pezzi della collezione di Alta Gioielleria Mosaico ha preso ispirazione da alcuni dei prodotti più iconici ideati negli anni 20 dal fondatore (e suo nonno) Mario Buccellati.

«Ho pensato di riprendere l’esercizio che era di mio padre, e prima di mio nonno, di guardare alle grandi opere del passato che potessero dare una forte ispirazione», racconta Andrea Buccellati, «e i mosaici bizantini mi sono stati di grande aiuto: i fondi dorati, le decorazioni geometriche mai scontate, la stilizzazione, i colori e quella particolare luce che permea la superficie e la astrae. È una continua magia».

Magia e incanto anche in En Équilibre di Cartier, dove si è voluto «evidenziare la linea sottolineandone la sobrietà: in questo consiste il paradosso di una semplicità raffinata», spiega Jacqueline Karachi, direttrice creativa Alta Gioielleria.

«È l’arte di saper osservare la realtà da una prospettiva diversa, è l’arte della proporzione, fulcro del processo creativo e dell’armonia insita nelle creazioni Cartier».

A proposito di Dna, è proprio dal suo ricco patrimonio che Pomellato ha attinto per Collezione 1967. Attraverso 75 capolavori, questa collezione ripercorre tre decenni fondamentali per l’identità di Pomellato: dalla maestria innovativa delle catene anni 70, ai design scultorei degli 80, fino alla padronanza cromatica degli anni 90. Ogni epoca ha contribuito con elementi essenziali al linguaggio estetico inconfondibile di Pomellato.

«La nuova collezione segna un ritorno potente alle nostre radici, distillando l’essenza di tre decenni. Cattura momenti che hanno definito l’identità di Pomellato come la amiamo oggi, anticonvenzionale e unica», dice il direttore creativo Vincenzo Castaldo. Perché per lui, e per noi, il vero lusso può essere prezioso e giocoso, classico e audace, senza tempo.

Geometrica, elegante e minimalista: così si presenta, dal 1999, la collezione Ice Cube di Chopard a cui si è aggiunta lo scorso anno la capsule collection di Haute Joaillerie Sculpted by Light, che reinterpreta l’iconico cubo con proporzioni audaci.

«Abbiamo spinto il linguaggio della collezione più lontano: verso il volume, il movimento e l’espressione artistica», spiega Caroline Scheufele, co-presidente e direttrice artistica di Chopard. «Volevo che i gioielli fossero facili fa indossare, ma al tempo stesso inaspettati, opere d’arte contemporanee per il corpo».

Damiani, invece, sollecita l’animo più romantico e risveglia sensazioni, memorie e atmosfere da vivere e da ricordare nei tre capitoli (Luce del Mare, Paesaggi dell’Anima e Dimore del tempo) di Ode all’Italia, collezione che celebra le bellezze, la storia e la cultura del nostro Paese.

«Con Ode all’Italia abbiamo avuto l’opportunità di raggiungere la massima espressione della nostra creatività attingendo alle meravigliose fonti di ispirazione che il nostro Paese ci offre. La collezione include gemme magnifiche e uniche», spiega Giorgio Damiani, vicepresidente del Gruppo Damiani e direttore creazione, ricerca e sviluppo. (Riproduzione riservata)
- Come viene misurata la "brillantezza" di un direttore creativo nell'alta gioielleria?
- Quali sono le sfide principali nel bilanciare l'innovazione con il rispetto dell'heritage di un brand?
- In che modo le ispirazioni da archivi storici o influenze culturali si traducono concretamente in design di gioielli?
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