I 7 cronografi ispirati ai motori
Complicazione tra le più amate, il cronografo fin dalla nascita è legato alle prestazioni sportive in ogni disciplina. Ma è il mondo dell’automobilismo ad aver ispirato collezioni diventate leggendarie
Scrivere il tempo. È il senso etimologico della parola cronografo. Una delle complicazioni orologiere più amate nacque proprio con l’ambizione di tenere traccia dello scorrere dei minuti.
La storia del cronografo
Se il primo cronografo noto fu da tasca, prodotto da Louis Moinet nel 1816, la «macchina» dalla quale la complicazione trae il nome arrivò nel 1822 grazie al «compteur de chemin parcouru» (contatore della distanza percorsa), brevettato dall’orologiaio francese Nicolas Mathieu Rieussec. Ideato per cronometrare, pardon, cronografare, le corse equestri allo Champ de Mars di Parigi, era dotato di un piccolo serbatoio d’inchiostro che ne depositava una goccia su un quadrante di smalto bianco, a inizio e fine di ogni misurazione.
Da allora sono passati oltre due secoli e la complicazione è sempre più sofisticata. Solo una cosa non è cambiata: il legame con velocità e prestazioni sportive. Ai cavalli in carne e ossa si sono sostituiti quelli a vapore, ma il cronografo continua a essere unito in modo indissolubile alle performance, ai record. Si tratti di atletica, nuoto o motori, poco cambia. Di certo è il mondo dell’automobilismo ad aver ispirato ai grandi marchi delle collezioni diventate leggenda.
Rolex Cosmograph Daytona

A partire da Rolex, il cui Cosmograph Daytona è la pietra di paragone per chiunque voglia creare un cronografo. Nato nel 1963, ha legato il proprio nome alla spiaggia su cui si svolgeva la gara di 24 ore, già allora sponsorizzata dalla casa ginevrina. La scritta «Daytona» sul quadrante, inizialmente riservata agli orologi destinati al mercato Usa, fu poi estesa all’intera produzione.
Tag Heuer Carrera

Degli stessi anni è il Carrera di Tag Heuer, storia del colpo di fulmine di Jack Heuer per la Carrera Panamericana, una delle corse più eroiche che si svolgeva lungo oltre 3.500 km in Messico. Una gara così epica da dare il nome, nel 1963, alla ref. 2447, primo capitolo di una storia di passione arrivata fino a oggi.
Chopard

Da qui l’associazione con la Mille Miglia è immediata. La «Corsa più bella del mondo» è la gara d’elezione di Chopard dal 1988, anno in cui ne divenne partner. Da allora, il brand di Karl-Friedrich Scheufele crea per ogni edizione un nuovo cronografo da collezione.
Omega Speedmaster

Tra i sogni dei collezionisti c’è anche un altro nome mitico, lo Speedmaster di Omega. La sua storia è legata allo sbarco sulla Luna con il Moonwatch, ma nasce nel 1957, pensato per i piloti professionisti e ispirato alla strumentazione delle auto sportive italiane dell’epoca. Leggibilità, indici a contrasto e semplicità d’uso l’hanno reso un simbolo del motorsport prima che dell’esplorazione spaziale.
Le Maison che seguono a ruota...

Agli anni 60 e 70 s’ispirano collezioni anche come la Top Time di Breitling e quelle firmate Porsche Design, i cui cronografi si distinguono per un mix intelligente di design e tecnologia orologiera, mentre la partnership tra Roger Dubuis e Lamborghini crea un parallelo tra motori e iper-orologeria.

Altre stelle in un cielo fatto di passione e velocità, dove scrivere il tempo puntando all’eccellenza. (Riproduzione riservata)

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