Una delle scelte di investimento più redditizie dell’anno scorso sta andando a pezzi, vanificando le aspettative degli investitori che in tutto il mondo hanno puntato sulla permanente egemonia di una manciata di titani della tecnologia cinesi e statunitensi. Per gran parte del segmento più recente del mercato rialzista, gli investitori alla ricerca di una crescita hanno comprato azioni di un gruppo conosciuto come Faang-Bat, composto dai giganti della tecnologia americani Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Alphabet, nonché dalle cinesi Baidu, Alibaba e Tencent.
Complessivamente il gruppo ha macinato un impressionante +62% lo scorso anno, più che triplicando i guadagni dello S&P 500. Ma negli ultimi mesi questo trend ha cominciato a dare segni di cedimento, riflettendo le crescenti tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti, i dubbi sulla salute dell’economia globale e l’incertezza sul fatto che il rally del settore tecnologico sia andato troppo oltre.
Mentre le statunitensi Faang hanno continuato la loro salita, con un guadagno del 38% da inizio anno, il gruppo Bat è in calo del 5,3%, anche se va meglio dello Shanghai Composite, in calo del 17%. Alcuni investitori si stanno chiedendo se la ritirata delle società tecnologiche cinesi possa presagire qualcosa di simile negli Stati Uniti e in tal caso quali titoli possano condurre il mercato al rialzo in futuro, nonché se il più lungo mercato toro della storia americana abbia i giorni contati.
«Il mercato ha banchettato per tutto il 2017. Quest’anno il contesto è molto diverso», ha commentato Matt Forester, chief investment officer di Lockwood Advisors di Bny Mellon.
Quando le crepe fanno capolino nei settori che hanno dominato, come la tecnologia, «è difficile capire se si tratta di un segnale o solo di una correzione per quello che è stato un comparto molto forte del mercato». I titoli tecnologici hanno continuato ad alimentare gran parte dei maggiori rialzi del mercato negli Stati Uniti: Apple è stata la prima società americana a raggiungere mille miliardi di dollari di valore di mercato e l’ultimo utile trimestrale di Amazon è stato da record grazie al cloud computing, alla pubblicità e al retail. I principali titoli tecnologici cinesi sono inciampati quest’anno poiché sono cresciute le preoccupazioni degli investitori per il rallentamento della crescita, per l’eventuale stretta regolatoria del governo e per le difficili trattative commerciali.
Dopo un incremento annuo di oltre il 40% nel corso dei dieci anni fino al 2017, Tencent ha perso il 13% quest’anno, cancellando oltre 175 miliardi di dollari di valore di mercato. Per la prima volta in oltre un decennio questo mese l’editore di videogiochi più grande del mondo per fatturato ha registrato un calo a sorpresa del profitto trimestrale rispetto a un anno fa. La ristrutturazione di due agenzie di regolamentazione che supervisionano il contenuto dei videogiochi in Cina ha ritardato l’approvazione di alcuni titoli, danneggiando le attività commerciali di Tencent. «La lezione è che nessun monopolio è sicuro in Cina», ha spiegato Ben Harburg, managing partner di Msa Capital, un fondo di venture capital cinese. Non è solo Tencent a vivere un momento difficile. A giugno il titano dell’e-commerce Alibaba ha perso il 17% rispetto ai massimi ed è solo leggermente positivo rispetto all’inizio dell’anno. Baidu, che gestisce il più grande motore di ricerca della Cina, è invece in calo del 4,2%.
Il declino dei titoli tecnologici era atteso da tempo. I gestori di fondi hanno identificato le scommesse su Faang-Bat come il trade più affollato del mercato per sette mesi consecutivi, secondo un’indagine mensile condotta da Bank of America Merrill Lynch. Alcuni investitori ritengono che i titoli tecnologici cinesi stiano semplicemente facendo una pausa dopo un rapido aumento della crescita e potrebbero ancora continuare a salire. «A un certo punto, questa cosa doveva raffreddarsi e riadattarsi ad aspettative più razionali», ha affermato Harburg.
Gli analisti di Wall Street, che seguono i giganti della tecnologia cinese, rimangono ottimisti, con pochi rating sell tra dozzine di buy. Anche se quest’anno i titoli tecnologici statunitensi stanno superando le controparti cinesi, hanno però avuto una maggiore volatilità negli ultimi mesi, per esempio a seguito dei deludenti risultati operativi diffusi quest’estate da Facebook, Netflix, Twitter e Intel. Tuttavia, altri analisti avvertono che gli investitori potrebbero sottostimare il rischio di andamenti divergenti all’interno dei mercati, mentre le banche centrali di tutto il mondo chiudono lentamente i rubinetti che hanno aiutato gli asset rischiosi a salire dai tempi della crisi finanziaria.
«La propensione a vendere titoli vincenti sta diventando sempre più forte in quanto gli investitori temono che forse i massimi siano prossimi», ha osservato Nitin Saksena, responsabile della ricerca sui derivati azionari negli Stati Uniti presso Bank of America Merrill Lynch. «Rispetto all’anno scorso, questo cambiamento di psicologia è palpabile».
