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Hi-Tech oltre il record delle .com
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L’indice S&P 500 technology ha superato il picco toccato nel marzo del 2000

Hi-Tech oltre il record delle .com

di Amrith Ramkumar e Ben Eisen - traduzione di Giorgia Crespi
MF - Numero 142 pag. 7 del 21/07/2017

Il mondo si è trasformato e non c’è rischio bolla. I titoli trattavano a 23,2 volte gli utili degli ultimi 12 mesi, ben al di sotto le 70,3 volte toccate 17 anni fa. E con le trimestrali le azioni possono salire ancora

Mercoledì i titoli tech hanno polverizzato un record di quasi due decenni. Il settore ha concluso la giornata con lo S&P 500 a quota 992,29, chiudendo al di sopra del precedente livello storico di 988,49 segnato nel marzo 2000 al culmine della bolla delle dot-com. Quest’anno le azioni del comparto tecnologico sono di gran lunga i migliori performer tra gli 11 settori dell’indice con una crescita del 23%, dopo aver infilato il nono giorno consecutivo di guadagni.

Nonostante la discesa nel mese di giugno, il primo di perdita quest’anno, per via dei timori circa la rapida accelerazione vissuta dal settore, questi titoli hanno riacquistato vigore nelle ultime settimane.

Apple, la maggiore società quotata negli Stati Uniti, ha pubblicato la più lunga serie di guadagni consecutivi dall’agosto 2014, mentre le azioni di altri colossi tecnologici, tra cui Facebook e Microsoft, hanno toccato massimi storici. Nel frattempo Alphabet, la holding che controlla Google, non è lontana dal raggiungere Apple nel club delle società con una capitalizzazione di mercato superiore a 700 miliardi di dollari.

Questi colossi hanno trainato lo S&P 500 fino a nuovi massimi, attirando gli investitori grazie alla capacità di incrementare i guadagni nonostante la tiepida crescita economica. 


Le azioni delle società che producono i chip utilizzati in molti prodotti e quelli di alcune software house hanno superato gli altri settori quest’anno. Il Nasdaq è tornato a fissare nuovi massimi nella primavera del 2015. Martedì ha realizzato il primo record dall’8 giugno e mercoledì ha raggiunto un altro massimo storico, il quarantesimo del 2017.

Nello S&P i tecnologici sono stati più lenti a recuperare rispetto al Nasdaq in parte perché l’indice manca di alcuni dei migliori performer. Netflix e Amazon, anche se sono associati correttamente ai colossi tecnologici e inclusi nel Nasdaq, sono classificati da S&P come società di consumo.

Martedì Netflix hanno guadagnato il 14%, il più grande incremento giornaliero dell’anno, dopo che il gigante dello streaming ha fatto trapelare la stima trimestrale sulla crescita degli abbonati. Quest’anno sono aumentati del 50%, mentre Amazon è cresciuto del 37%.Allo stesso modo lo S&P include anche alcuni titoli deludenti, come Ibm e Western Union, entrambi in ribasso di oltre il 10% quest’anno.

Anche se alcuni investitori sono preoccupati per la crescita accentuata messa a segno  quest’anno, è necessario sottolineare che esistono grandi differenze rispetto al 2000.

Fino a martedì, sullo S&P 500 i tech trattavano a 23,2 volte gli utili degli ultimi 12 mesi. Al di sopra delle 22 volte a cui l’indice tratta in media, ma ben al di sotto le 70,3 volte dei precedenti 12 mesi di utili nel 27 marzo 2000, quando il settore ha raggiunto il picco (dati FactSet).


Negli ultimi anni sono diventati sempre più redditizi, con un aumento del profitto del 18% nei primi tre mesi del 2017 rispetto all’anno precedente e superando la crescita del 14% segnata dallo S&P 500. Apple, la più grande società di tecnologia nello S&P 500 per capitalizzazione di mercato, ha riportato un profitto di 11,03 miliardi di dollari nell’ultimo trimestre. Al contrario Cisco Systems, la più grande società di tecnologia per capitalizzazione di mercato nei primi anni 2000, ha guadagnato meno di un decimo nel trimestre di aprile 2000.

Ma alcuni dettagli appaiono notevolmente simili. Microsoft, la seconda società di tecnologia nel marzo 2000 (capitale di circa 540 miliardi di dollari) è ora la terza azienda con circa 570 miliardi di dollari di capitalizzazione (dati FactSet e S&P Dow Jones Indices). Quando i big della tecnologia riveleranno gli utili nelle prossime settimane, le azioni potrebbero salire ancora di più. Tradizionalmente nelle settimane di pubblicazioni delle trimestrali si realizza una percentuale molto più elevata di tendenza rialzista per questo genere di aziende.

Please click here to read this article in English on The Wall Street Journal


(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

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