Hermès Alta Gioielleria: la forma dei colori
Il viaggio del mondo variopinto di Pierre Hardy, creative director di Hermès Jewellery, e della sua collezione di Alta Gioielleria

Che forma hanno i colori? Da questa domanda è iniziato il viaggio metafisico di Pierre Hardy, direttore creativo della gioielleria Hermès, e della sua nuova collezione di Haute Joaillerie: Les formes de la couleur. «Volevo trovare il mondo per esprimere questo fenomeno fondamentale, il colore per Hermès, e costruire un’identità forte, autonoma, indipendente». Detto, fatto, missione compiuta. Ogni pezzo è pervaso da uno spirito audace, ecclettico, sorprendentemente opulento e, allo stesso tempo, perfettamente equilibrato.

Ogni tema, diviso per capitoli, sembra essere una celebrazione dello spirito di Hermès, e del suo mantra preferito, preso in prestito dal mondo della equitazione: «buttare sempre il cuore oltre l’ostacolo». Così il colore sembra vibrare nella sua risonanza con le forme geometriche del capitolo di questa collezione dedicato agli anelli, Portraits de la couleur. Qui, il colore rosso del rubino prende la forma di un quadrato, il giallo di un berillo diventa un triangolo, il blu dello zaffiro si trasforma in un cerchio, seguendo la teoria funzionale del colore, imparata da Pierre Hardy alla scuola d'arte negli anni '70.

E se, nel capitolo intitolato Fresh Paint, si ha come la sensazione che le pietre preziose si siano trasformate in pennellate di colore di un quadro fauvista; è la purezza di anello, bracciale e collana degli Hermès Diaprès, con i diamanti bianchi o zaffiri taglio smeraldo, a irradiare il motivo architettonico in madreperla, accentuato da pietre colorate e diamanti. «È l’eclettismo a definire l’identità di questa collezione con tutti i suoi capitoli. Mi piaceva l’idea di poter esprimere più idee contemporaneamente perché si possono anche desiderare tante cose allo stesso tempo: esplorando i colori è come se avessi dato delle forme a tutta questa diversità», ha voluto sottolineare Hardy, citando anche lo stupefacente patrimonio di colori della maison Hermès, solitamente utilizzato per la seta, che comprende ben 75 mila referenze.

Così, c’è stato spazio anche per la geometria dei pezzi del capitolo Color Flash, tutti tempestati da quei colori così vivaci e vibranti che sembrano pixel esplosi di quelle immagini digitali che stanno costruendo un linguaggio visivo contemporaneo. Il colore diventa, invece, morbido, ondulato, quasi si fosse messo in testa di voler seguire le forme sinuose del corpo umano, nel capitolo della collezione Arc en couleurs, con l’articolazione delle maglie di bracciali e collane che è il frutto di un’abilità tecnica veramente ingegnosa: 1.400 pietre utilizzate per ricreare esattamente quella sfumatura di colore con gli zaffiri blu, gialli e rosa, granati di tsavorite e di spessartite, tanzaniti, ametiste e diamanti taglio brillante e taglio baguette.

«Il colore è un mezzo per esercitare sull’anima un’influenza diretta. Il colore è la tastiera, gli occhi sono il martelletto, l’anima è un pianoforte con molte corde. L’artista è la mano che suona, toccando un tasto o l’altro, per provocare vibrazioni nell’anima», come diceva Wassily Kandinsky.
Quindi: good vibes only…
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