Proseguono le interlocuzioni fra i fondi di private equity e il patron della holding Fm, Fausto Manzana, sul riassetto di Gpi. Si tratta del colosso trentino della sanità digitale che vende software a ospedali, cliniche private e alla Pa da 510 milioni di euro di ricavi e quotato dal 2016 a piazza Affari. Il gruppo è controllato dal fondatore Manzana con il 47,9% del capitale e il 57,3% dei diritti di voto, mentre nel capitale - senza diritti di governance - c’è Cdp con il 18,4% della società (e con il 22,3% dei diritti di voto).
A fine luglio, Fm ha confermato le «interlocuzioni con taluni primari investitori internazionali al fine di valutare una potenziale operazione di partnership strategica» su Gpi. Secondo alcune indiscrezioni, il dossier sta riscontrando il gradimento dei potenziali investitori e l’opzione che starebbe prendendo corpo è la cessione di una quota di controllo all’interno di un riassetto complessivo del gruppo in cui il fondatore potrebbe reinvestire con un pacchetto di minoranza.
Il dossier, gestito dall’advisor Rothschild, è finito sul tavolo di Kkr, ma anche di altri grandi fondi internazionali. Con oltre 9 mila clienti in 70 Paesi, fra cui Francia, Germania, Austria, Svizzera e Stati Uniti, Gpi opera anche all’estero ma il nuovo investitore imprimerebbe un’accelerazione nella crescita oltre confine. (riproduzione riservata)