Quello attuale è un momento d’oro per gli emittenti che vogliono offrire agli investitori italiani bond retail con una componente iniziale a tasso fisso e una variabile nella seconda parte di vita. Alla già ricca offerta sul mercato secondario si aggiungono oggi, lunedì 15 settembre, due emissioni retail di Goldman Sachs, dal taglio minimo particolarmente esiguo: bastano 100 euro (o dollari Usa) per aggiudicarsi i due titoli della banca statunitense, caratterizzati da tassi iniziali del 6,5% e 9,5%.
Entrambi i bond hanno durata decennale (scadenza settembre 2035). Il primo, che ha codice Isin XS3033991608, è denominato in valuta europea. Per i primi due anni offre un rendimento a tasso fisso del 6,5%, che diventa poi variabile a ancorato al tasso Euribor a tre mesi, con un minimo dello 0% e un massimo del 5% annuo. Il calcolo viene effettuato sottraendo il valore massimo del 5% all’Euribor: per fare un esempio, oggi questo valore si aggira intorno al 2%, e quindi l’obbligazione pagherebbe il 3% lordo.
Dal secondo al nono anno Goldman può optare per il rimborso anticipato del titolo al 100% del valore nominale: in tal caso, va da sé, i proventi complessivi dell’investimento sarebbero inferiori.
Dieci anni e scadenza nel settembre 2035 anche per il titolo in dollari Usa, il cui codice Isin è XS3033981393. Il bond funziona in tutto e per tutto come quello in euro (compreso il rimborso anticipato) tranne per i rendimenti: 9,5% annuo i primi due anni, e poi la differenza tra il valore massimo del 6,5% e il tasso Sofr 1 (oggi intorno al 4,4%).
Entrambe le obbligazioni, essendo emesse da una società finanziaria, non godono dell’aliquota favorevole dei titoli di Stato, e quindi le cedole (e le eventuali plusvalenze se venduti sul mercato secondario) sono tassate al 26%.
In generale, bond retail di questo tipo hanno l’indubbio vantaggio di offrire subito agli investitori un rendimento alto nei primi anni di vita, quando peraltro i titoli non possono essere rimborsati in anticipo.
Da quel momento in poi ci si espone però a un duplice rischio: se i tassi di riferimento dovessero salire troppo, si rischierebbe di non avere rendimento. E al contempo, se i tassi dovessero rimanere strutturalmente bassi, la banca potrebbe optare per il rimborso anticipato, onde evitare di dover corrispondere cedole troppo elevate. (riproduzione riservata)