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Opzioni, come gestirle al meglio: la gestione statica e dinamica
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Opzioni, come gestirle al meglio: la gestione statica e dinamica

29 marzo 2023, 15:09 Ultimo aggiornamento: 09 settembre 2023, 10:37

Tutto quello che c’è da sapere per gestire le opzioni nei migliori modi possibili. Tra scadenze, elementi chiave e metodi di gestione | Glossario

Le opzioni possono essere gestite staticamente e dinamicamente, a differenza che vengano portate o meno a scadenza. Decidere quale sia la strategia migliore per gestire le opzioni è una scelta che richiede un’attenta analisi di tutti gli elementi coinvolti e che di seguito verranno analizzati.

Indice

La gestione statica delle opzioni

Si parla di gestione statica delle opzioni quando l'intento è di mantenere la posizione fino alla scadenza, nella speranza di esercitarle con profitto (oppure di non esercitarle in caso di vendita allo scoperto).

In pratica l'acquirente di opzioni call confida che la quotazione dell'attività sottostante (underlying) riesca a superare il prezzo di esercizio in una misura tale da compensare almeno il premio inizialmente pagato (traendone quindi un utile). Al contrario l’acquirente di opzioni put spera che la quotazione dell'underlying scenda al di sotto del prezzo d'esercizio in una misura tale da remunerare almeno l'investimento iniziale.

Viceversa i venditori allo scoperto di option nutrono aspettative esattamente contrariamente rispetto agli acquirenti, potendo anche confidare in una sostanziale stabilità dei corsi azionari. Tuttavia i venditori sono obbligati a rispettare le decisioni dei compratori: a questi ultimi spetta infatti il diritto di scelta circa l'esercizio o meno dell'opzione.

Elementi da considerare nella gestione statica

Per comprendere appieno la gestione statica delle opzioni occorre fare riferimento a tre concetti chiave:

Leverage

Il leverage esprime con precisione l'effetto-leva offerto dal contratto, cioè di quanto è in grado di amplificare i risultati rispetto al mercato sottostante: un leverage pari a 10, ad esempio, indica che l'opzione è capace di amplificare di 10 volte i risultati dell'investimento.

Il leverage aumenta:

  • al diminuire del costo dell'opzione in rapporto alla quotazione dell'underlying;
  • all'aumentare del delta (indicatore che fa riferimento all’andamento del sottostante). È quindi naturale che il leverage aumenti passando dallo status "in the money" a quello "at the money", raggiungendo poi valori massimi nello status "out of the money"

Break-even point

Il Break-even point (o punto di pareggio) rappresenta la quotazione che deve raggiungere il sottostante affinché si pareggi il costo del contratto con il ricavato che ne deriverebbe se l'opzione venisse esercitata. Segna dunque il confine tra utile e perdita, in termini di quotazioni dell'underlying, derivanti dall'esercizio del diritto.

Valore intrinseco del contratto

Si tratta del valore che deriverebbe dall'esercizio immediato del diritto. Questo valore è dipendente da:

  • Quotazione corrente del sottostante
  • Strike price, ovvero il prezzo di esercizio previsto dal contratto, al quale è possibile acquistare o vendere l'underlying

Come sfruttare la gestione statica delle opzioni sul Ftse Mib?

La gestione statica, prevedendo la detenzione della posizione fino alla scadenza, implica, come per il future, la negoziazione di tanti contratti quanti ne risultano dal rapporto tra il controvalore dell'investimento azionario valorizzato ai prezzi di mercato e la quotazione corrente dell'indice Ftse Mib moltiplicata per il valore in euro di ogni singolo punto ("point value" o valore di punto). Tale rapporto va poi moltiplicato poi per il beta dell'azione qualora lo stesso si discosti dall'unità. Il contratto da acquistare (di tipo put per neutralizzare una posizione azionaria rialzista e di tipo call per una posizione azionaria ribassista) è tipicamente quello con prezzo d'esercizio più vicino alla quotazione corrente del Ftse Mib (la cosiddetta opzione "at the money" o ATM).

Differenza con la gestione del future

Nella gestione statica la differenza rispetto all'utilizzo del future, consiste nel costo implicito della copertura, pari al prezzo pagato per comprare l'opzione: infatti, nei casi in cui il mercato rimane fermo oppure va nella direzione favorevole all'investimento azionario, i guadagni complessivi risulteranno decurtati del costo del contratto; qualora invece il listino si muova a sfavore dell'impiego azionario, l'opzione inizierà a produrre un guadagno a scadenza, compensando la perdita sul mercato cash, solo quando la quotazione del Ftse Mib oltrepassa il prezzo d'esercizio più il premio pagato per il diritto.

La gestione dinamica delle opzioni

Nella grande maggioranza dei casi però non conviene operare sulle option nell'intento di portarle a scadenza: qualsiasi contratto incorpora infatti un valore attribuibile al tempo mancante alla scadenza, oltre al valore intrinseco che ne deriverebbe dall'esercizio. Dunque, esercitare il diritto d’esercizio dell’opzione fino a scadenza, anziché venderla sul mercato, equivale a bruciare il plusvalore dato dal tempo mancante alla scadenza. 

Tuttavia, è importante sottolineare che il valore attribuibile alla vita residua (tempo mancante alla scadenza) dell’opzione, oltre a essere massimo per opzioni "at the money" (in cui il prezzo di esercizio è molto prossimo alla quotazione del sottostante), decresce in ogni caso all'approssimarsi della scadenza fino ad annullarsi (fenomeno detto "time decay"); è dunque buona norma rivendere il contratto con qualche giorno di anticipo per non vedersi sfumare sotto gli occhi l'intero plusvalore (più si approssima la scadenza e minore sarà la componente tempo nel valore del diritto, e minore risulterà quindi il prezzo dell'opzione; quanto più il contratto è "at the money", tanto maggiore risulterà la perdita di valore).

Elementi da considerare nella gestione dinamica

Nella gestione dinamica gli indicatori da tenere sott'occhio, oltre al leverage, sono il delta, il time decay (misurato dal theta) e la sensibilità verso la volatilità del mercato sottostante misurata dal vega, altra componente di rilievo nella formazione del premio di un'opzione (cioè il costo o valore di mercato dell'opzione, pagando il quale si entra in possesso del contratto, oppure ricevendo il quale si diviene venditori dell'opzione).

Delta

L’indicatore (greca) delta delta segnala di quanto si muoverebbe il prezzo dell'opzione in corrispondenza di un lieve apprezzamento del mercato sottostante (underlying). Espresso in forma percentuale dell'apprezzamento dell'underlying, un delta pari al 50%, ad esempio, indica che se il mercato sottostante si apprezzasse di 50 punti allora il prezzo dell'opzione aumenterebbe di 25 punti (il 50% di 50 cioè 25).

Quindi, quanto più alto è il valore assoluto del delta e tanto maggiore sarà la sensibilità dell'opzione verso i movimenti delle quotazioni dell'underlying. 

Time decay

Il time decay indica la perdita di valore della componente tempo nel valore di mercato complessivo di un'opzione. Man mano che si approssima la scadenza, il time decay diventa sempre più elevato.

Theta

L’indicatore (greca) theta misura qual è la perdita di valore (time decay) del contratto da un giorno all'altro.

Vega

L’indicatore (greca) vega misura di quanto si apprezzerebbe il premio di un contratto al crescere dell'1% della volatilità del mercato sottostante.

Come sfruttare la gestione dinamica delle opzioni?

Parlando di gestione dinamica, risulta quindi fondamentale il delta, che indica di quanto si apprezza il valore in euro dell'opzione all'aumentare della quotazione del Ftse Mib.

Un delta pari per esempio al 50%, tipico delle opzioni atm, evidenzia che qualora il mercato si apprezzasse di 100 punti allora il premio del contratto aumenterebbe di 50 punti, cioè il 50% di 100 (per tradurre tutto in euro basta moltiplicare i valori per il "point value").

L'importanza del delta risulta poi evidente all'atto di effettuare l'immunizzazione: il rapporto di copertura è infatti lo stesso della gestione statica, solo che in questo caso viene poi diviso per il valore del delta, ovvero per 0,5 nell'esempio del delta pari al 50%. Aumentando di fatto il numero di contratti da acquistare, l'accorgimento serve a compensare lo smorzamento dei guadagni e delle perdite in euro delle opzioni rispetto ai risultati del mercato sottostante.

Occorre però sottolineare che il delta dell'opzione cambia a seconda delle quotazioni assunte dal Ftse Mib: con esso cambia dunque il rapporto di copertura e conseguentemente va riadeguato periodicamente, fintantoché l'hedging risulta in essere, il numero di contratti detenuto. Questa è la principale implicazione operativa della copertura dinamica (mentre quella statica può essere dimenticata fino alla scadenza delle option).

Di contro, la copertura dinamica non presenta il costo implicito del prezzo pagato per entrare in possesso dei contratti.

In riferimento invece alla scadenze, e quindi alla potenziale durata dell'hedging, le più trattate risultano essere le prime tre delle cinque quotate, che coprono mese per mese i tre mesi a venire.

La gestione delle opzioni Iso-Alpha

Quanto detto per le opzioni sull'indice (Ftse Mib) vale anche per l'operatività dell'hedging effettuato con le stock option, le opzioni sui singoli titoli, cioè le Iso-alpha (un contratto di opzione che ha per oggetto singoli titoli azionari e non opzioni sull'indice), eccetto che:

  1. Attraverso le opzioni Iso-alpha si può unicamente immunizzare un investimento azionario costituito dagli stessi titoli a cui è riferita l'opzione.
  2. La prima logica conseguenza è che non è più possibile puntare sulla maggiore forza relativa di un titolo rispetto al listino.
  3. La seconda conseguenza è che non ha più senso l'uso del beta dell'azione nel calcolo del rapporto di copertura, che quindi non viene considerato.
  4. Nella determinazione del rapporto di copertura, la quotazione del mercato sottostante (dell'azione in questo caso) non va più moltiplicata per il "point value", bensì per il numero di azioni controllate da ciascuna stock option.
  5. Questo perché il controvalore azionario virtualmente controllato da ogni contratto è pari alla quotazione corrente dell'azione sottostante moltiplicato per il numero di azioni a cui si riferisce il contrato stesso.

Da tutto ciò è facile capire che una copertura effettuata con le opzioni Iso-alpha, soprattutto in una gestione dinamica, è in grado di neutralizzare al 100% i movimenti indesiderati nelle quotazioni: in pratica è come avere momentaneamente smobilizzato l'investimento.

(riproduzione riservata)



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