Il governo americano prospetta restrizioni a Pirelli e ai veicoli che monteranno la sua tecnologia CyberTyre a partire dal 2027 se l’influenza e il ruolo di Sinochem nel gruppo resteranno inalterate. L’indiscrezione, riportata da Bloomberg, ha spaventato i mercati, facendo calare Pirelli anche del 3%, per poi chiudere in ribasso dello 0,99% a 6,19 euro.
Una conseguenza potenziale che, però, non arriva inaspettata visto che proprio a causa di possibili restrizioni sul mercato americano (il primo per Pirelli) la società sta provando a trovare un modo con il primo azionista cinese (al 37%) per ridurne il peso nel capitale.
Stando alle indiscrezioni riportate, il governo americano avrebbe avvertito Pirelli che i veicoli (e i pneumatici) contenenti la tecnologia CyberTyre potrebbero subire restrizioni negli Stati Uniti a causa del ruolo di Sinochem nel capitale. In particolare l’agenzia del Dipartimento del commercio Usa che si occupa di questioni relative alla sicurezza nazionale avrebbe avvertito che i produttori di auto utilizzanti CyberTyre dovrebbero richiedere una specifica autorizzazione per ogni modello prima di poterlo mettere effettivamente sul mercato.
Un procedimento che si prospetta tutt’altro che privo di ostacoli che, inevitabilmente, potrebbe portare a ridurre in modo significativo le opportunità commerciali di Pirelli negli Usa. Nonostante il 2027 sia ancora lontano, la programmazione e gli accordi di produzione con le case automobilistiche impongono di agire tempestivamente sulla situazione.
Gli Usa, come più volte sottolineato dal vicepresidente esecutivo Marco Tronchetti Provera e dall’amministratore delegato Andrea Casaluci, sono un mercato vitale per Pirelli, visto che generano già ora oltre il 20% dei ricavi del gruppo. Tanto che, nei piani del gruppo, era previsto anche un investimento significativo per ampliare la produzione negli Usa, ora limitata allo stabilimento in Georgia.
Tutte discussioni che difficilmente arriveranno a una conclusione positiva prima di aver trovato la soluzione con Sinochem. I rapporti tra le parti sono diventati difficili dopo lo strappo consumatosi nelle ultime settimane, visto che i cinesi hanno respinto le proposte di Pirelli (accusando Camfin di conflitto d’interessi) e stanno provando a trattare in solitaria con il governo sul golden power. (riproduzione riservata)