Giab’s, il tailoring italiano che cresce in silenzio (e conquista il Giappone)
Tra Firenze e il Giappone, Giab’s cresce con misura e visione, ridefinendo il tailoring maschile tra precisione sartoriale e comfort contemporaneo
L’eleganza oggi è una questione di equilibrio. Ha perso la rigidità senza cedere alla disinvoltura. Vive in una zona di precisione fluida, dove il gesto sartoriale incontra un’esigenza nuova: muoversi, senza perdere forma. È esattamente qui che si colloca Giab’s.
A Montelupo Fiorentino, alle porte di Firenze, qui è il luogo dove l’abito maschile non viene reinventato, ma messo a punto. Il fitting diventa un esercizio di osservazione: si guarda, si interviene, si affina. Le mani guidano, il corpo restituisce.

Fondata nel 1953, l’azienda ha costruito la propria identità attorno a un elemento spesso sottovalutato: il pantalone. Non come complemento, ma come architettura del guardaroba. Una scelta che oggi appare quasi anticipatoria, in un momento in cui la costruzione del look maschile passa sempre più dalla base, dalla vestibilità, dalla relazione tra corpo e tessuto.
La crescita dell’azienda riflette questa coerenza. Per il terzo anno consecutivo Giab’s ha superato i cinque milioni di euro di fatturato, con un obiettivo chiaro per il 2026: avvicinarsi ai sei milioni. Un’espansione progressiva, sostenuta da un portafoglio ordini in aumento e da una presenza internazionale ormai consolidata.

Il 50% del fatturato proviene dall’export, con un asse particolarmente solido verso il Giappone. Non è solo una questione commerciale. Il mercato giapponese riconosce e premia una certa idea di precisione: pulizia formale, qualità esecutiva, attenzione quasi ossessiva al dettaglio. È qui che Giabsarchivio ha trovato il proprio spazio, affermandosi come un riferimento nel menswear contemporaneo. A guidare questa traiettoria internazionale è oggi Lorenzo Lapo Ballerini, Ceo dell’azienda, espressione di una nuova generazione capace di tradurre il patrimonio sartoriale di famiglia in un linguaggio attuale, coerente con le esigenze di mercati evoluti e sofisticati

Il linguaggio è chiaro: design essenziale, costruzione rigorosa, comfort reale. Una combinazione che definisce quella che l’azienda stessa interpreta come una nuova formalità. Più fluida, più adattabile, pensata per attraversare la giornata senza soluzione di continuità.
La collezione segue questa direzione. Le giacche si alleggeriscono, i volumi si ammorbidiscono, i materiali accompagnano il movimento. Il pantalone resta il fulcro: preciso, ma mai costrittivo. È una sartorialità che non rinuncia alla struttura, ma la rende compatibile con la vita reale.

In questo scenario, il radicamento territoriale non è un elemento nostalgico, ma operativo. Con circa cinquanta dipendenti, Giab’s mantiene un controllo diretto sulle fasi chiave della produzione. Taglio, confezione, rifinitura: ogni passaggio è supervisionato internamente. In un sistema che ha spesso privilegiato l’esternalizzazione, questa scelta rappresenta un posizionamento preciso.

La qualità, qui, non è un attributo. È un metodo.
Anche le strategie di sviluppo seguono la stessa logica. La partecipazione a Pitti Uomo continua a essere un momento centrale di confronto con buyer e mercati internazionali, mentre sul territorio italiano segnali positivi arrivano dal retail selettivo. Il buon andamento presso realtà come Eredi Chiarini indica una risposta concreta, legata al prodotto più che alla narrazione.

Il prossimo passo sarà Milano. L’apertura di uno showroom nel 2026 risponde a una necessità chiara: presidiare in modo continuativo il principale hub europeo della moda. Non come vetrina, ma come punto di lavoro. Un luogo in cui consolidare relazioni, sviluppare distribuzione, costruire visibilità. Parallelamente, l’azienda investe su ciò che non si vede immediatamente. Da giugno prenderà avvio un progetto Academy interno, pensato per formare nuove figure tecniche attraverso il trasferimento diretto delle competenze. Non solo tecniche sartoriali, ma un insieme di pratiche e sensibilità che definiscono il lavoro quotidiano: la precisione del gesto, la lettura del capo, la gestione del dettaglio. È un passaggio cruciale. In un settore in trasformazione, la continuità del sapere diventa un asset strategico, non un’eredità passiva.

In definitiva, Giab’s si muove in una direzione chiara: crescita controllata, apertura internazionale, rafforzamento della struttura interna. Senza accelerazioni forzate, senza cambi di linguaggio.
Perché, in fondo, l’eleganza non è mai una dichiarazione. È una costruzione progressiva. E, come ogni costruzione ben fatta, si riconosce dal modo in cui tiene nel tempo.(Riproduzione riservata)
- Genera un report programmato per monitorare gli sviluppi del settore del tailoring italiano e le sue opportunità nei mercati internazionali.
- Crea un report sugli ultimi sviluppi dell'economia giapponese e le previsioni di crescita per il settore della moda.
- Quali sono le principali strategie di marketing e distribuzione nel settore del menswear di lusso in Italia?
Native Content