Al G7 è il momento di Volodymyr Zelensky. Il presidente ucraino è arrivato a Borgo Egnazia nella sua ormai tradizionale tenuta militare, accolto dalla premier Giorgia Meloni per un breve saluto. Niente sorrisi, solo una veloce stretta di mano a beneficio delle telecamere, poi tutti attorno al tavolo per cercare di trovare una soluzione per il supporto militare a Kiev. Alle spalle, a vegliare sui lavori, gli sherpa con in testa Elisabetta Belloni.
Zelensky arriva in Puglia direttamente da Berlino dove martedì e mercoledì si è tenuta la conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina. Tra gli ulivi secolari del resort messapico si respira ottimismo sulla possibilità di chiudere entro sabato l’accordo per il maxi-prestito da circa 60 miliardi di dollari proposto da Biden.
Nello specifico, 50 miliardi dovrebbero arrivare dagli Usa, 5 dal Canada e 2 dal Giappone con una clausola legata alla specificità nipponica: la costituzione di Tokyo impedisce infatti di destinare fondi all’acquisto di armamentari bellici quindi le risorse andrebbero a diretto supporto delle casse esangui di Kiev. Altri fondi saranno stanziati, in misura ancora da definire dalla Ue, e, collateralmente da Londra. In serata Zelensky firmerà due accordi di sicurezza con Biden e il presidente giapponese Kishida. Alle 19:45 la conferenza stampa congiunta con l’inquilino della Casa Bianca.
Mentre i leader sono impegnati nelle trattative, l’organizzazione del G7 ha organizzato un programma specifico per i rispettivi partner che, nel pomeriggio visiteranno il Museo Archeologico di Borgo Egnazia, all’esterno delle mura di cinta dell’antica città di Egnazia, il sito archeologico che si trova nell’area della necropoli messapica di Fasano. Al termine della visita, ammireranno l’uliveto millenario all’interno della Fortezza di Pettolecchia.
Prima del trasferimento al Golf Club San Domenico per la cerimonia delle bandiere, alle 17 Borgo Egnazia ospiterà un evento collaterale in tema di infrastrutture e investimenti. Presenti, oltre ai Sette, i ceo di BlackRock e Microsoft Larry Fink e Satya Nadella e i numeri uno di Cdp, Enel, Eni e Sace, Dario Scannapieco, Flavio Cattaneo, Claudio Descalzi e Alessandra Ricci.
Nel frattempo, a Bari, i problemi alla connessione Wi-Fi per i 1.500 giornalisti ospiti della Fiera del Levante sembrerebbero essere rientrati, ma il condizionale è d’obbligo. Il problema, a quanto si è riusci a ricostruire, è sulla rete ma non è legato a Tim.
Fuori, nella calura estiva del capoluogo barese con 30° all’ombra, nel vicino Stadio delle Vittorie si tengono le prove del concerto di Renato Zero, in programma venerdì 14 sera nel capoluogo barese. Tra le note che arrivano fine alle porte della Fiera si distinguono quelle della celebre hit del Re dei Sorcini, Il triangolo. E di triangolazioni, in questo G7, se ne vedranno tante: da quella Meloni-Macron-Scholz per la nomina del prossimo presidente della Commissione Ue e degli altri top jobs, a quella Meloni-Biden-Zelensky per il presente e il futuro prossimo dell’Ucraina. Dentro, in attesa di ricevere qualche immagine dalla lontana Borgo Egnazia, i cronisti si consolano con le degustazioni di olive della Daunia mentre gli operatori ripostano sui grandi cuscini collocati al centro del padiglione. Sarà una lunga tre giorni. (riproduzione riservata)