L’Italia sta svolgendo un grande lavoro diplomatico in linea con il percorso tracciato dal G7 di Hiroshima: tra Roma e Tokyo i legami politici e commerciali sono destinati a crescere negli anni a venire. A dirlo a MF-Milano Finanza, a margine dei lavori del G7 di Borgo Egnazia, è Maki Kobayashi-Terada, Press Secretary e Assistant del ministro degli Affari esteri giapponese Yoko Kamikawa e direttore generale per la Stampa e la Public Diplomacy.
Domanda: L’Italia sta interpretando la sua presidenza del G7 in linea con il comunicato finale del G7 di Hiroshima. Come valuta questo grande segno di apprezzamento del vostro lavoro?
Risposta: Italia e Giappone hanno avuto un passaggio di consegne molto efficace tra i premier Fumio Kishida e Giorgia Meloni, che si sono incontrati già quattro volte. Ci siamo coordinati su vari livelli, finora. Apprezziamo molto l’agenda del governo italiano, incentrata su temi fondamentali come Ucraina, Medio Oriente, Indo-Pacifico ma anche in continuità con l’agenda del precedente G7 come l’AI.
D: Sembra che i partner del G7 abbiano trovato un accordo sul maxi-prestito da 50 miliardi di dollari per l’Ucraina proposto dal presidente Biden. Come funzionerà?
R: Abbiamo parlato diffusamente di come aiutare l’Ucraina utilizzando gli asset russi immobilizzati e gli extraprofitti a essi legati. Ci sono molti aspetti che dobbiamo ancora fissare sui meccanismi con cui questo prestito, che ancora non è stato raggiunto, dovrà funzionare. Se l’accordo sarà raggiunto, il Giappone darà il suo contributo insieme agli altri Paesi G7 per supportare questo prestito speciale. Stiamo ancora aspettando di capire, se l’accordo finale sarà effettivamente raggiunto, quale sarà la cornice entro il quale dovrà muoversi.
D: L’articolo 9 della Costituzione giapponese vieta al vostro Paese di usare la forza militare per condurre qualsiasi tipo di operazione. Questo aspetto potrebbe rappresentare un problema nella negoziazione dell’accordo?
R: Non credo che questo aspetto ponga alcun problema. La nostra assistenza sarà limitata agli equipaggiamenti non letali. Abbiamo già supportato a Kiev con 12,1 miliardi di dollari, di cui 67 milioni nell’ambito del Comprehensive Assistance Package for Ukraine Trust Fund della Nato. In quest’ambito abbiamo fornito strumenti di rilevamento anti-droni, giubbotti antiproiettili e macchine per l’estrazione delle mine antiuomo. Tutti i colleghi del G7 sanno bene entro quali limiti possiamo muoverci. Ci stiamo concentrando su equipaggiamenti non letali, assistenza emergenziale e sforzi per la ricostruzione.
D: La prossima settimana Vladimir Putin incontrerà il leader nord-coreano Kim Jong-un a Pyongyang. L’attivismo russo nell’area del Pacifico vi preoccupa?
R: Monitoriamo la vicenda con grande attenzione, raccogliendo informazioni e analizzandole. Qualsiasi trasferimento di armamenti o materiali correlati dalla Corea del Nord alla Russia è contrario alla UN Security Council Resolution, e noi lo condanniamo fermamente. Guardiamo con grande attenzione e preoccupazione l’ipotesi di un supporto militare di Mosca alla Corea del Nord. Siamo molto preoccupati anche dalla stretta cooperazione e dalle esercitazioni militari congiunte che Russia e Cina stanno portando avanti vicino alle nostre coste anche dopo l’invasione dell’Ucraina. Continuiamo a cooperare con il G7 e altri Paesi per chiedere il totale smantellamento di armi di distruzione di massa e nucleari in Corea del Nord.
D: Uno dei temi principali di questo G7 è l’intelligenza artificiale. Come maneggiare un simile strumento, che può essere una grande opportunità ma al contempo un grande pericolo?
R: È uno strumento che può dare grande supporto all’umanità in termini di innovazione e assistenza nella vita quotidiana. Ma dobbiamo assicurarci che vada nella direzione di un aiuto allo sviluppo sostenibile nel rispetto della dignità umana. Allo stesso tempo dobbiamo affrontare i rischi come quello legato alla manipolazione dell’informazione. Durante le discussioni del precedente G7 abbiamo lanciato l’Hiroshima AI Process per dare una cornice politica alla gestione del tema: oltre 50 Paesi hanno aderito finora al nostro gruppo. Essenziale sarà allargare il gruppo dei partecipanti e discutere insieme su come utilizzare un approccio basato sul rischio ed equilibrare promozione dell’innovazione e prevenzione del rischio.
D: Il Made in Italy è molto apprezzato in Giappone. Il prossimo anno l’Italia parteciperà all’Expo di Osaka. Quali sono i prodotti italiani più apprezzati in Giappone e come migliorare le relazioni commerciali tra i due Paesi?
R: Voglio congratularmi con l’Italia e ringraziarla per essere stata il primo Paese ad avviare la costruzione del padiglione per Osaka Expo 2025. Abbiamo avuto una grande cerimonia di posa della prima pietra e aspettiamo di assistere alla bellezza del design e dell’arte che l’Italia esporrà. Sono certa che molti giapponesi visiteranno e apprezzeranno il vostro padiglione: sarà un’altra occasione di incontro. Difficile dire quali sono i prodotti italiani che più amiamo: cibo, moda, design, arte, cinema, le persone. Ci sono molti aspetti delle relazioni commerciali che possiamo promuovere. Crediamo ci sarà un altro incontro privato tra Meloni e Kishida, in cui i due leader affronteranno il tema di come rendere ancora più profonda la cooperazione a 360° su diversi temi, dalla cultura all’economia passando per il commercio e l’industria. L’Italia è da sempre uno dei pochi Paesi ad aver sempre più esportato che importato nelle relazioni con il Giappone: approfondendo la cooperazione sull’industria e la sicurezza sotto molti aspetti, compreso il cinema, sono certa che la collaborazione reciproca aumenterà negli anni a venire: l’Expo di Osaka sarà una grande occasione in tal senso. (riproduzione riservata)