Li chiama per nome per ringraziarli del contributo alla riuscita del vertice. Nella conferenza stampa di chiusura del G7 di Borgo Egnazia, Giorgia Meloni è stanca ma raggiante. Sottolinea i grandi risultati diplomatici raggiunti e chi ha contribuito a centrarli, dalla sherpa Elisabetta Belloni, seduta in prima fila, al consigliere diplomatico Fabrizio Saggio.
Non è Occidente contro il resto del mondo, e il G7 non è una fortezza: due concetti che, dice Meloni, sono stati messi in chiaro proprio sotto la presidenza di turno italiana.
Andando ai contenuti, Meloni dice: «Il G7 ribadisce il sistema internazionale basato sullo Stato di diritto e messo a repentaglio dall’attacco russo dell’Ucraina che «continueremo a sostenere con un approccio a 360º». L’accordo sul prestito da 50 miliardi di dollari di era tutt’altro che scontato e ha un significato straordinario: nelle prossime settimane andranno definiti i dettagli tecnici». Un passaggio avverrà anche nel fine settimana con il congresso sulla pace di Lucerna a cui prenderà parte il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
Su Gaza viene ribadito l’appello, in linea con la posizione della Casa Bianca, allo stop alle operazioni su Rafah per scongiurare l’escalation nella regione e favorire la soluzione a due Stati.
Sull’Africa, dice Meloni, il G7 ha approvato l’approccio italiano di un partenariato da pari a pari. Piano Mattei, Global Gateway Ue e Pgii: tre piani di investimenti nel continente africano che si muoveranno in sinergia per garantire lo sviluppo del continente sotto gli aspetti di sicurezza alimentare e digitale, tecnologia e infrastrutture. Non impegni che restano sulla carta, dunque, ma atti concreti.
Altro tema chiave l’AI, voluta come priorità dalla presidenza italiana. Una delle sfide più complesse e impattanti che abbiamo di fronte, dice la premier: nel mondo del lavoro e non solo, sottolinea, dobbiamo garantire, che l’uomo sia sempre al centro degli sviluppi futuri di questa tecnologia.
Dopo la tolkeniana Terra di mezzo, il «mare di mezzo». Così la premier chiama il Mediterraneo, nuovo fulcro dei progetti strategici sul piano delle infrastrutture energetiche e non solo.
Sulla sostenibilità ambientale, il presidente del consiglio torna su un concetto che Fratelli d’Italia si prepara a mettere al centro dell’agenda all’Eurocamera a partire dalla prossima legislatura: «Non possiamo finire nel paradosso per cui, per proteggere l’ambiente finiamo per favorire Paesi terzi che producono senza rispettare le nostre regole».
Sulla Global Minimum Tax, tema rientrato nelle dichiarazioni finali ben oltre le più ottimistiche previsioni della vigilia, la premier ha ribadito la necessità di uno sviluppo di una tassazione internazionale più equa e in linea con il sistema economico del 21º secolo. Nella sessione di venerdì 14 giugno sul tema, dice Meloni, l’Ocse ha comunicato che la proposta è sul tavolo e va solo firmata: la volontà dell’Italia c’è già, sottolinea Meloni, speriamo arrivi in tempi stretti anche quello dei Paesi del G7.
«Sono orgogliosa di come la nostra nazione sia riuscita ancora ha volta a stupire e a tracciare la rotta», conclude Meloni prima di rispondere alle domande dei cronisti.
Appuntamento a lunedì 17 giugno per definire i top jobs Ue: «Quando arriveranno le proposte del Ppe valuteremo». All’Italia va riconosciuto il ruolo che le spetta anche in termini di scelta di un commissario competente. L’Ue deve ascoltare il messaggio emerso dalle urne delle elezioni europee: le priorità dell’Europa devono cambiare.
Rispondendo alle domande dei giornalisti, la premier spiega i dettagli del maxi prestito in arrivo a Kiev entro fine anno: a fornire i 50 miliardi saranno Usa, Canada, Uk e Giappone. Gli asset congelati sono però in larga parte in Europa: l’ipotesi di uno scongelamento sarà eventualmente legata al processo di pace, nell’ambito del quale Mosca dovrà comunque pagare per la ricostruzione dell’Ucraina.
Per disinnescare la minaccia russa, le dichiarazioni finali mettono nel mirino del G7 enti finanziari «collaborazionisti» di Mosca, soprattutto in Cina. Cina in cui Meloni si recherà a stretto giro: «Stiamo lavorando a una missione per le prossime settimane, ho ricevuto un invito dal presidente Xi Jinping già da tempo».
Sui possibili futuri equilibri del prossimo G7 alla luce del voto americano di novembre, la premier si smarca: «Non sono preoccupata per una eventuale elezione di Donald Trump, e non amo entrare a gamba tesa nelle questioni politiche dei Paesi alleati, come non amo subire interventi del genere da parte degli altri». (riproduzione riservata)