Le sfide legate alla digitalizzazione e le relative implicazioni tecnologiche, infrastrutturali e formative sono protagoniste dell’attualità. Lo dimostra il fatto che gli investimenti globali per la trasformazione digitale raggiungeranno i 3.400 miliardi nel 2026 e il mercato dell’AI varrà 373 miliardi di dollari nel 2024, che diventeranno 946 miliardi entro il 2030. È quanto si legge nell’analisi di Confindustria e Deloitte, elaborata in occasione del primo evento B7 in programma a Verona, il 13 marzo e della Ministeriale «Industria, Tecnologia e Digitale del G7», in agenda il 14 e 15 marzo a Verona e Trento.
In particolare, l’industria manifatturiera è il traino determinante del pil per i Paesi e una voce fondamentale dell’export. Lo dimostra la top three con la Germania che ha realizzato esportazioni per 1.632 miliardi di dollari, il Giappone per 751 miliardi mentre l’Italia per 623 miliardi.
La digitalizzazione della manifattura emerge come un fattore determinante per la crescita: nel 2023 le società del settore digitalmente più mature hanno registrato un Ebit maggiore del 6% rispetto a quelle meno mature. In questo quadro, si prevede che gli investimenti globali pubblici e privati per la trasformazione digitale raggiungeranno i 3,4 mila miliardi di dollari entro il 2026, con un Cagr del 16,3% dal 2023.
Guardando nello specifico al mercato dell’intelligenza artificiale, Deloitte e Confindustria stimano che potrebbe arrivare a 373 miliardi di dollari nel 2024 e a 946 miliardi di dollari entro il 2030. In particolare, a crescere maggiormente sarebbe il valore del mercato del Machine Learning (528 miliardi di dollari), dell’AI generativa (207 miliardi di dollari) e delle applicazioni AI alla robotica (37 miliardi di dollari al 2030).
Da notare che il mercato dell’Ai raggiungerà quota 237 miliardi di dollari negli Stati Uniti nel 2030 mentre in Europa si fermerà ai 202,5 miliardi, con leva sull’indotto pari all’8,8% del Pil. Con più distacco seguiranno poi la Cina a 105 miliardi di dollari e l’India con i 15 miliardi.
«La trasformazione digitale e l’Intelligenza Artificiale hanno un potenziale rivoluzionario e una rapidità di evoluzione senza precedenti che, se adeguatamente indirizzati, permetteranno di aumentare produttività e competitività in tutti i settori, favorendo al contempo una crescita più inclusiva» ha sottolineato Fabio Pompei, ceo Deloitte Central Mediterranean. Per cogliere appieno «le opportunità di questa rivoluzione e assumere una posizione di leadership globale, è necessario che imprese e Istituzioni lavorino a stretto contatto, accompagnando i G7 nel radicale cambiamento in atto. Per l’Italia molto dipenderà da come utilizzeremo le risorse straordinarie che il Next Generation EU dedica alla transizione digitale, che rappresentano un’opportunità` unica di sviluppo per il nostro Paese». (riproduzione riservata)