Fs chiude il primo semestre 2026 con un risultato netto negativo di 200 milioni di euro, in peggioramento di 111 milioni rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato è emerso dalla Relazione finanziaria semestrale consolidata approvata dal cda del gruppo, presieduto da Tommaso Tanzilli.
La flessione del risultato riflette il calo dell'Ebitda, diminuito di 86 milioni di euro, l’incremento di ammortamenti, accantonamenti e svalutazioni per 49 milioni, solo parzialmente compensati dal contributo positivo della gestione finanziaria e fiscale (+24 milioni).
I ricavi operativi complessivi salgono a 8,9 miliardi di euro, con una crescita di 678 milioni rispetto al primo semestre 2025. L'incremento deriva principalmente dai maggiori ricavi dei servizi di infrastruttura ferroviaria e stradale (+214 milioni) e dagli altri ricavi (+489 milioni), mentre i ricavi da trasporto registrano una flessione di 25 milioni.
A pesare sui risultati è soprattutto la dinamica dei costi operativi, saliti a circa 8 miliardi di euro, in aumento di 764 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
L’incremento è legato ai maggiori costi del personale e all’aumento dei costi variabili connessi all’offerta dei servizi di trasporto, alla manutenzione e alla gestione dell’infrastruttura.
Per effetto della crescita dei costi, l’Ebitda si attesta a 905 milioni di euro, rispetto ai 991 milioni del 30 giugno 2025. L’Ebit passa invece in territorio negativo a -58 milioni di euro, contro i 77 milioni positivi dello stesso periodo dello scorso anno, anche per effetto dell'aumento di ammortamenti e rettifiche di valore.
Prosegue il piano di investimenti del gruppo: nei primi sei mesi dell’anno Fs ha sviluppato una spesa per investimenti tecnici pari a 10,2 miliardi di euro, in crescita del 21% rispetto al primo semestre 2025.
La posizione finanziaria netta si attesta a 15,6 miliardi di euro, rispetto ai 12,8 miliardi di fine 2025. Il peggioramento, pari a circa 2,8 miliardi, è riconducibile principalmente all’accelerazione degli investimenti infrastrutturali. Sui dati del primo semestre, che fanno riferimento alla precedente gestione, pesano anche le operazioni Firema e Pizzarotti. (riproduzione riservata)