Formula 1: il 16 marzo inizia il mondiale e Tag Heuer è già in pole position
Cronometristra ufficiale del circuito di Formula 1. Così il brand di orologi sportivi del gruppo LVMH, Tag Heuer, conquista la pole position. Antoine Pin, ceo, racconta obiettivi e progetti
«Siamo stati il primissimo marchio a mettere il proprio logo sulle tute dei piloti, gli orologi Heuer erano indossati dai top driver negli anni 60. Capacità di superare la paura e i limiti fisici e tecnologici: Tag Heuer è sempre stata tutto questo. Ora ci siamo, siamo sul palcoscenico: apriamo il sipario e lavoriamo da protagonisti». A quale palco si riferisce Antoine Pin, ceo di Tag Heuer? Naturalmente a quello della Formula 1, dove il brand di Lvmh rientra da quest’anno come cronometrista ufficiale. Nell’ambito di un accordo decennale con il gruppo, che diventa Partner Globale del Circus, la Maison orologiera terrà il tempo dei Gran premi, Louis Vuitton sarà partner ufficiale e sarà coinvolta anche la divisione Wine & Spirits, con Moët & Chandon a brindare sul podio con i piloti. Un impegno a tutto tondo, nel quale Tag Heuer trova il modo di tornare alle radici della sua storia.

Gentleman. Che cosa significa il vostro ritorno in Formula 1 in termini di brand awareness, heritage e sviluppo di nuovi prodotti?
Antoine Pin. Ha un’importanza straordinaria, forse ancora maggiore di quanto ci si aspettava quando il team ha cominciato a lavorare sul progetto. Non c’è per Tag Heuer una piattaforma migliore, oggi, del cronometraggio in Formula 1 per esprimere così tanti aspetti del marchio. Come prima cosa, la sua forza, che gli consente di assumersi questa responsabilità, di gestirla. Pochissimi brand sono stati in grado di farlo negli ultimi 60 anni e nessuno a oggi, a parte noi, penso sarebbe in grado di farlo. Questo ritorno rafforza il posizionamento dei nostri orologi come leader tra i segnatempo sportivi e sottolinea la lunga storia e la forte connessione che lega Tag Heuer alla Formula 1.

G. Quali sono le collezioni di punta per il 2025?
A.P. Com’è facile da immaginare, la collezione Formula 1 è la protagonista di quest’anno ed esprimerà in modo ancora più moderno l’essenza fondamentale di questa linea. Ed è molto in sintonia con ciò che la collezione era 40 anni fa. Abbiamo ripensato il prodotto da una prospettiva contemporanea, operando un importante restyling che tiene conto delle nuove tecnologie in termini di materiali e meccanica. Naturalmente, parlando di Formula 1, continueremo a lavorare anche sulle altre due collezioni simbolo, Carrera e Monaco.
G. Ci saranno altre partnership oltre a quella con la Formula 1 e il mondo dei motori?
A.P. Certamente e vedrete che ci saranno molte novità. La Formula 1 è la piattaforma migliore per esprimere la straordinaria vitalità della Maison, ma non è l’unica.

G.Tag Heuer in Italia ha una forte presenza e una storia di passione: come vede il mercato italiano per il brand?
A.P. L’Italia era e rimane per noi un mercato chiave, alimentato soprattutto dalla passione per il design, la tecnologia, la performance. Non dimentichiamo che la Maison è stata un partner strategico di Ferrari negli anni 70. Ho lavorato abbastanza con colleghi italiani per sapere quanto l’emozione sia per loro uno straordinario veicolo di crescita per il brand. L’Italia è l’unico Paese al mondo in cui si corrono due Gran premi e questo dice già tutto.

G. Il 2023 e il 2024 non sono stati facili per il mercato dell’orologeria: qual è la sua personale opinione sul 2025?
A.P. Il grande rimbalzo dopo il Covid nel 2021 e nel 2022 è stato forse anche una sovrastima delle capacità e della realtà del mercato. Gli anni successivi sono stati un aggiustamento, non una catastrofe: come sempre, dopo numeri importanti, la normalizzazione è stata molto rapida e molto forte. In questi due anni, l’aggiustamento è stato generale ma non uguale per tutti i marchi. Ecco perché, più che una crisi, io ho visto un cambiamento, nel quale alcuni brand hanno avuto un successo incredibile, altri meno. Tag Heuer è stata molto resiliente.
G. In base alla sua lunga esperienza in orologeria, quali sono i punti di forza di Tag Heuer rispetto ad altri marchi?
A.P. Sono quelli di cui parleremo ad aprile a Watches and Wonders Geneva. Ci sono cose che ci rendono un brand speciale e le racconteremo in quella sede. Molti marchi oggi si sono dimenticati di chiedersi: «In che cosa facciamo la differenza?». Guardano più a ciò che la gente vuole invece di pensare a che cosa essi possono proporre. L’appassionato vuole orologi che abbiamo un forte significato e per produrli devi essere fedele a te stesso. Non seguire i trend del mercato ma costruire nuovi territori per questi trend: così puoi avere successo, perché sei distinguibile, comprensibile e identificabile. Tag Heuer sta costruendo questo nuovo territorio e la Formula 1 ci sta aiutando a mettere a punto il messaggio. (Riproduzione riservata)
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