Nei primi sei mesi del 2025 l'economia cinese ha registrato una crescita del Pil del 5,3% su base annua, oltrepassando tanto il tasso del 5% registrato nello stesso periodo dell'anno precedente quanto quello dell'intero 2024. Tale performance manifesta un trend al rialzo stabile e costante, testimoniando la resilienza dell'economia cinese in un contesto globale caratterizzato da una ripresa economica incerta.
Secondo osservatori internazionali, tra cui Reuters, la capacità della Cina di mantenere una crescita stabile malgrado le pressioni esterne rappresenta un segnale positivo. Numerose istituzioni finanziarie hanno rivisto al rialzo le proiezioni di crescita, manifestando una fiducia generalizzata nelle prospettive economiche del Paese.
Particolarmente degno di rilievo è che, malgrado un contesto economico e commerciale in continua evoluzione, inclusa la pressione derivante da attriti commerciali, il commercio estero cinese abbia dimostrato una resilienza straordinaria. Le importazioni ed esportazioni cinesi hanno toccato i 21.790 miliardi di yuan (circa 3.050 miliardi di dollari) nel primo semestre, registrando un aumento del 2,9% rispetto all'anno precedente e stabilendo un nuovo record storico.
In particolare, le esportazioni di prodotti di alto valore tecnologico, come quelli elettromeccanici, costituiscono il 60% del totale, mentre gli scambi con i Paesi dell'Asean, dell'Ue e quelli coinvolti nell'iniziativa Belt and Road mostrano una crescita costante. Nel dettaglio, gli scambi commerciali tra Cina e Unione Europea abbiano raggiunto una media di 15 miliardi di yuan quotidiani (2.1 miliardi di dollari), corrispondente al volume annuo registrato all'epoca dell'istituzione delle relazioni diplomatiche.
L'innovazione si è affermata come motore fondamentale della crescita cinese. Nel primo semestre, il valore aggiunto dell'industria high-tech è cresciuto del 9,5%, mentre l'economia digitale rappresenta circa il 10% del Pil. Gli investimenti in ricerca e sviluppo hanno raggiunto il 2,68% del Pil, superando la media dell'Ue.
La Cina ha ulteriormente ampliato la propria apertura internazionale, eliminando le restrizioni agli investimenti esteri nel settore manifatturiero, espandendo i progetti pilota nei servizi quali telecomunicazioni e biotecnologie, e rafforzando la cooperazione internazionale in materia di proprietà intellettuale, compreso l'accordo con l'Ue sui marchi geografici. Le imprese estere mantengono un ruolo nevralgico nell'economia cinese, con importazioni ed esportazioni delle società a capitale estero incrementate del 2,4%. Secondo gli ultimi dati, durante il 14° Piano Quinquennale (2021-2025) sono state costituite 229 mila nuove imprese estere, registrando un aumento di 25mila unità rispetto al periodo precedente.
La terza edizione dell'Expo sulla Promozione delle Catene di Approvvigionamento Internazionali della Cina, recentemente conclusa, ha coinvolto oltre 650 aziende cinesi e internazionali, di cui oltre il 65% erano aziende Fortune 500 o leader di settore. Le aziende europee e statunitensi rappresentavano il 50% degli espositori internazionali.
Con l'accelerazione dell'apertura di alto livello, il quadro di cooperazione win-win continua ad ampliarsi. Attualmente, la Cina ha abolito i requisiti di visto per i cittadini di 32 paesi europei, mentre i treni merci Cina-Europa hanno superato le 110 mila corse, trasformandosi in un collegamento strategico per gli scambi economici tra Asia ed Europa. Il meccanismo integrato offre ai consumatori cinesi l'accesso a una gamma diversificata di prodotti alimentari di eccellenza europea. La cooperazione economica e commerciale sino-europea si espande sotto il profilo della scala, dei settori e della profondità, evidenziando un partenariato sempre più solido.
Durante la riunione dell'Ufficio Politico del Comitato Centrale del PCC del 30 luglio è stata confermata la strategia di sviluppo economico, con l'obiettivo di mantenere una crescita stabile attorno al 5% per il 2025. La Cina si prepara inoltre al lancio del 15° Piano Quinquennale (2026-2030), che delineerà le nuove direttive per lo sviluppo futuro. La riunione ha formulato una valutazione complessiva secondo cui «l'economia manifesta una crescita stabile accompagnata da progressi, conseguendo nuovi risultati nello sviluppo di alta qualità», in linea con i dati economici del primo semestre.
In una prospettiva di lungo respiro, la Cina sta portando a termine il 14° Piano Quinquennale (2021-2025) e predisponendo il 15° Piano Quinquennale (2026-2030), che costituiranno l'impalcatura politica per la fase successiva di sviluppo economico. Negli ultimi cinque anni, la Cina ha contribuito per circa il 30% alla crescita economica globale, mantenendo un tasso medio annuo del 5,5%.
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