La guerra in Iran ha dimostrato quanto l’Europa e l’Italia siano vulnerabili e lontane dall’indipendenza energetica. Bruxelles come Roma sono decise a correre ai ripari, e anche se servirà tempo è arrivato il momento di accelerare sulla transizione energetica. Ne è convinto anche lo studio Fivers, che con l’ingresso nella sede romana di Sergio Fienga, e prima ancora di Maria Teresa Solaro, è pronto a cavalcare la nuova fase.
L’Italia si candida a un ruolo di primo piano in questo processo. «Siamo il Paese che, negli ultimi anni, ha vissuto uno scenario politico stabile, fattore che ha contribuito a rendere l’Italia attrattiva anche per investitori stranieri per lo sviluppo di progetti di energia da fonti rinnovabili, quantomai essenziali nel breve e lungo termine per garantire l’autonomia e la sicurezza energetica», spiega Solaro, esperta di project finance ed energia, entrata come partner dello studio legale e tributario a marzo del 2025 dopo una serie di esperienze a Green Horse Advisory, Orrick e Legance.
«Tuttavia le principali difficoltà che si riscontrano - oggi come in passato - riguardano la frammentazione normativa del settore nel quale operiamo, che rende il processo di sviluppo delle rinnovabili non sempre lineare. Ciò nonostante il mercato dei capitali confida nel potenziale delle rinnovabili italiane, continuando a sostenerne la realizzazione anche in un contesto di mercato, come quello attuale, più sofisticato e sfidante».
Con Solaro, Fivers era già in grado di coprire quasi tutto il settore dell’energia anche grazie al contributo di Silvia Romanelli, che guida la sede romana inaugurata a febbraio del 2024. Mancava solo un esperto di diritto amministrativo, vuoto colmato con l’arrivo di Fienga da PedersoliGattai. Entrato a febbraio, il nuovo partner è un esperto di appalti pubblici, concessioni e urbanistica.
«Il mercato dell’energia è in costante crescita e si avvia a raggiungere l’apice tra il 2026 e il 2027», osserva Fienga. «È stato quindi necessario entrare in uno studio come Fivers, in grado di anticipare i cambiamenti e che ha deciso di puntare sul mercato dell’energy & infrastructure. I rapporti che abbiamo costruito nel tempo con le istituzioni in tale ambito saranno utili nel lavoro sinergico che svilupperemo con le altre practice dello studio, per fornire ai nostri clienti un servizio di sempre più alta qualità».
Lo sprint sull’energy arriva in un momento di crescita per Fivers. Lo studio - che ha la sede centrale a Milano - ha chiuso il 2025 con un fatturato di 22,7 milioni (+18%). «Abbiamo sfondato il muro dei venti milioni di ricavi, numero che non fattorizza conto il contributo dei nuovi ingressi», ci tiene a precisare il co-managing partner Francesco Di Carlo.
«Veniamo da un anno in cui abbiamo investito sul capitale umano e sull’integrazione delle nostre practice, il quinto di fila con una crescita a doppia cifra. Ora la sfida è continuare a crescere, sfruttando le complementarità e le sinergie tra soci, e non sedersi sugli allori: dovremo lavorare sempre di più come un’orchestra».(riproduzione riservata)