Mentre i rivali in città sono focalizzati sul futuro dei veicoli elettrici e la guida autonoma, il più piccolo produttore di Detroit, Fiat Chrysler, ha creato una linea che guarda decisamente dallo specchietto retrovisore. Le novità di quest’anno in casa Fca sono Dodge Challenger Srt Demon e Jeep Grand Cherokee Trackhawk, entrambi caratterizzati dalla potenza e il sex appeal per cui era rinomata Motor City decenni fa. Le auto piccole, le pratiche berline familiari e le elettriche a lungo raggio sono difficili da trovare o completamente assenti negli showroom del gruppo italo-americano. Le piccole, che contribuiscono a potenziare le valutazioni di efficienza media del carburante, non incontrano più il gusto degli acquirenti e sono state sostituite da crossover, suv e camion. Secondo l’amministratore delegato Sergio Marchionne, le compatte non hanno più senso dal punto di vista finanziario.
L’anno scorso la società ha fermato la produzione delle berline Chrysler 200 e Dodge Dart, oltre al piccolo suv Patriot. Piuttosto è andata al raddoppio su suv e pickup con motore V8. «L’unica cosa che non tutti hanno è la performance. E la gente è disposta a pagare per averla», ha detto Tim Kuniskis, uno dei top manager di Marchionne, in una recente intervista. «È una discriminante quantificabile e facile da identificare».
Ma tutto questo ha un costo. Fiat Chrysler ha le peggiori prestazioni di economicità nei consumi rispetto a qualsiasi casa automobilistica. A maggio, stando a WardsAuto.com, i suoi veicoli hanno raggiunto una media di 21 miglia al gallone, la più bassa tra i principali marchi e seconda solo alle auto sportive di Porsche. Le autorità stimano una spesa di 2.613 dollari a veicolo per soddisfare i criteri della proposta sul risparmio del carburante prevista per il prossimo decennio, superiore del 44% rispetto alla media stimata del settore. Il che riflette i costi incrementali ,volti a soddisfare gli standard attuali fino al 2021 e l’eventuale obiettivo per il 2025 contestato da tutto comparto. Fca afferma che i propri rendimenti di efficienza del carburante sono paragonabili ai competitor nei segmenti in cui è presente, mentre gli stardard proposti per il 2025 non sono realistici. D’altra parte, l’amministrazione Trump ha fatto sapere che riconsidererà i target approvati a fine mandato dal presidente Barack Obama.
Marchionne, che progetta le dimissioni per inizio 2019, ha adottato un approccio più cauto nell’introduzione dei veicoli elettrici e della tecnologia di auto-guida rispetto a General Motors e Ford. Il gruppo è gravato dai debiti e l’ad ritiene pertanto che sia necessaria un’attenta valutazione dei trade-off tra i guadagni di oggi e gli investimenti futuri. Finora questa strategia sembra funzionare. I margini stanno migliorando progressivamente, inclusa una performance record nel primo trimestre, con numeri che non si vedevano dalla fusione del 2009. Tuttavia, anche se raggiungerà l’obiettivo di appianare il debito entro l’anno prossimo, non ha intenzione di andare al duello con la Silicon Valley nello sviluppo dei veicoli intelligenti di nuova generazione. «Non possiamo farci illusioni e credere di potere sostituire o soppiantare i giganti della tecnologia», ha dichiarato Marchionne.
Questo pessimismo allontana Fca dai rivali di Detroit. Prima di essere stato licenziato in maggio, l’ad di Ford, Mark Field, aveva illustrato pesanti investimenti nei veicoli elettrici e nella tecnologia di auto-guida per sfidare Tesla. Ma il prezzo delle azioni ha continuato a scivolare in un contesto di incertezza a proposito del profitto di simili slanci. Sul sostituto, Jim Hackett, pende il compito di accelerare il processo di innovazione. Anche la numero uno di GM, Mary Barra, ha elaborato diverse scommesse tech, tra cui l’investimento di oltre un miliardo di dollari dello scorso anno in startup specializzate in auto a guida automatica e ride-sharing. Chevrolet Bolt, l’elettrica a lunga percorrenza di cui la società spera di affinare le tecnologie, è sul mercato da gennaio.
Contestualmente Fiat Chrysler ha esternalizzato la ricerca sulla tecnologia di guida autonoma nell’unità Waymo di Alphabet. Marchionne puntualmente fa notare che l’azienda è in perdita su ogni Fiat 500e, unica elettrica pura venduta negli Stati Uniti alla bellezza di 20 mila dollari al pezzo. Per recuperare si baserà invece sulla tecnologia ibrida, resa popolare quasi due decenni fa grazie a Prius di Toyota. In aprile è partita la vendita di una versione ibrida plug-in della monovolume Pacifica. Inoltre Ram ha promesso un pickup mild-hybrid e, a sentire Marchionne, gran parte della linea Jeep composta da otto veicoli avrà un’opzione ibrida nell’arco dei prossimi tre anni. Al contempo, Fca sta lavorando duramente a una via di mezzo tra Jeep e Ram, un ritorno ai suv tanto popolari una decina d’anni fa. Una delle strategie primarie per migliorare l’efficienza del carburante, la linea di motori EcoDiesel, sta incontrando una serie di ostacoli. Fca è stata citata in giudizio dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti in seguito all’accusa che i veicoli Jeep e Ram avessero in dotazione un software progettato per ingannare i test sulle emissioni.
traduzione di Giorgia Crespi
