skin track

Facebook e Google sono hi-tech?
WSJ Leggi dopo

Facebook e Google sono hi-tech?

di Danielle Chemtob
MF - Numero 129 pag. 13 del 03/07/2018

A settembre i due titoli usciranno dal settore tecnologico dell’indice S&P 500. I fondi che seguono gli attuali settori delle tlc, della tecnologia e dei beni di consumo voluttuari saranno costretti a scambiare miliardi di dollari di azioni per riallineare le loro posizioni

Il dominio del settore tecnologico sul mercato azionario sta per essere sottoposto a una prova importante. A settembre, Facebook e Alphabet dovrebbero congedarsi dal settore tecnologico dello S&P 500. Entreranno a far parte di un nuovo gruppo di servizi di comunicazione che ospiterà anche giganti dei media come Netflix e Comcast, che ora risiedono nel comparto dei beni di consumo voluttuari. Molto più di una mera manutenzione da parte di un gestore di indici. Le revisioni implicano che i fondi che seguono gli attuali settori delle telecomunicazioni, della tecnologia e dei beni di consumo voluttuari saranno costretti a scambiare miliardi di dollari di azioni per riallineare le loro posizioni prima del 28 settembre, quando le modifiche diventeranno effettive.

Secondo un rapporto del Credit Suisse il peso del nuovo settore sul più ampio S&P 500 sarà superiore al 10% rispetto a meno del 2% per l’attuale formazione delle telecomunicazioni. Alcuni investitori si aspettano una ripresa della volatilità, e oscillazioni dei prezzi, quando le modifiche entreranno in vigore poiché i fondi focalizzati sulla tecnologia abbandoneranno Facebook e Alphabet.

«Sembra quasi una domanda filosofica», ha commentato Jonathan Golub, chief Us equity strategist presso Credit Suisse, «raggruppare le società in modo diverso cambia il comportamento degli investitori?» La risposta potrebbe essere: «Molto probabilmente». Golub si aspetta «opportunità di arbitraggio» per i trader e gli investitori in grado di approfittare di qualsiasi forma di volatilità. 

Ecco cosa succederà. S&P Dow Jones Indices e MSCI ristruttureranno l’attuale settore delle telecomunicazioni nello S&P 500, che ospita solo tre titoli: AT&T, Verizon Communications e CenturyLink. La sua influenza sul più ampio S&P 500 è diminuita nel corso degli anni a causa del consolidamento. Dunque, il comparto può oscillare in modo segnato quando il prezzo delle azioni di una sola società si muove. Tali questioni dovrebbero essere affrontate sul piano dei gestori degli indici per ampliare il settore e includere le aziende che si concentrano sulla comunicazione e offrono contenuti e informazioni. Nei prossimi giorni sarà comunicato l’elenco completo delle società soggette alla ristrutturazione, avendo già in gennaio nominato alcuni dei colossi interessati dai cambiamenti. Le grandi società di fondi stanno già tentando di limitare il trambusto nei mercati istituendo nuovi fondi che seguono il settore delle comunicazioni proposto prima del lancio. 

Finora gli investitori sono stati lenti ad approfittarne. I nuovi Communication Services Select Sector di State Street hanno iniziato a essere scambiati il 19 giugno, ma secondo FactSet sono confluiti solo 135,8 milioni di dollari fino a venerdì, meno di quanto il fondo tech di State Street è riuscito a intercettare solo il 19 giugno. Il Communication Services Fund di Vanguard, un benchmark della transizione che ha iniziato a seguire le società proposte per la nuova versione del settore a marzo, ha visto un flusso minimo dall’annuncio, sempre secondo FactSet.

«Dal momento che vengono introdotti nomi con capitalizzazioni di mercato molto maggiori per quell’indice e davvero di livello, non ci sorprenderebbe se gli investitori volessero studiarlo più attentamente», ha detto Rich Powers, responsabile della gestione del prodotto etf presso Vanguard.

I cambiamenti creano grandi opportunità per gli investitori che da tempo si sono allontanati dalle compagnie telefoniche, viste come scelte di valore per i loro stabili pagamenti dei dividendi. Chris Cook, presidente e ceo di Beacon Capital Management, ha rivelato di avere quasi ritirato gli asset dei propri clienti dall’etf Vanguard nel settore delle telecomunicazioni quest’anno perché l’azienda stava affrontando problemi di liquidità nel tentativo di negoziare grandi quantità di azioni. Beacon gestisce 3 miliardi di dollari di asset, la maggior parte in etf sugli 11 settori dello S&P 500. «Non era un ambito diversificato, ed è per questo che acquistiamo etf e investiamo a livello di settore», ha affermato.

Stando a Credit Suisse, il comparto dei servizi di comunicazione proposto avrebbe sovraperformato lo S&P 500 dal 2013 e quest’anno avrebbe guadagnato il 6,9% fino al 15 giugno, rispetto al +4% dell’indice S&P 500 fino a tale data. L’attuale comparto delle telecomunicazioni, nel frattempo, ha sottoperformato quest’anno subendo le perdite più gravi rispetto a tutti gli 11 settori dell’indice con un calo dell’11% fino a venerdì. Per chi intende fare un investimento generale in società in crescita, il settore tech potrebbe non essere più la soluzione migliore. Il nuovo gruppo dei beni voluttuari avrà la percentuale più elevata di società in crescita seguito dai servizi di comunicazione, secondo le proiezioni di State Street basate sull’elenco iniziale delle società interessate. Il settore tech, il beniamino degli investitori focalizzati sulla crescita, scenderà dal 61% al 49%.

Anche gli investitori che preferiscono i titoli telco per i loro dividendi e utilizzano fondi passivi che seguono il settore per proteggersi dai rischi dovranno apportare delle modifiche. Secondo Credit Suisse, la nuova composizione dovrebbe avere una resa di appena l’1,2% rispetto all’attuale 5,6% delle telecomunicazioni, che è il più alto tra tutti gli 11 comparti dello S&P 500. «Il classico detentore di fondi telco è un individuo avverso al rischio e che ama i rendimenti», ha spiegato Golub del Credit Suisse, «quando il peso di AT&T e Verizon in quel fondo comune diventerà molto minore, questi si sveglierà ritrovandosi con una forte esposizione a Netflix, Google e Facebook. Ed ecco che esclamerà: Aspetta un attimo non è quello che pensavo di avere».

Please click here to read this article in English on The Wall Street Journal


(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

MF+MIFI + The Wall Street Journal


Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza