Asia a doppia velocità, stretta fra Wall Street che ha chiuso molto bene ieri su attese di una pandemia in indebolimento, e le tensioni geopolitiche a cui si aggiunge il problema immobiliare. Alle ore 7:20 italiane il Nikkei balza del 2,41%, l'Hang Seng guadagna l'1,79% dopo lo scivolone di ieri e Shanghai cede lo 0,2%. L'oro sale dello 0,17% a 1.782 dollari l'oncia, il petrolio Wti americano guadagna l'1,6% a 70,60 dollari il barile, mentre l'euro passa di mano a 1,1292, lo yen cede lo 0,2% a 113,72, la sterlina sale dello 0,17% a 1,3288. I mercati vendono il T bond decennale, il cui rendimento sale dall'1,43% all'1,455%, mentre i futures su Wall Street sono tonici (+0,6% in media).
I funzionari del governo degli Stati Uniti boicotteranno le Olimpiadi invernali di Pechino a febbraio a causa delle preoccupazioni sui "crimini contro l'umanità" e altre violazioni dei diritti umani, ha annunciato ieri sera la Casa Bianca. Il cosiddetto boicottaggio diplomatico significa che gli atleti sono liberi di competere anche se i funzionari dell'amministrazione restano a casa, fermandosi ad un passo prima delle misure su vasta scala viste durante la Guerra Fredda e in altri momenti di tensione nella storia olimpica. Nel frattempo, la speaker Nancy Pelosi ha affermato che la Camera voterà questa settimana sulla legislazione che mira a punire la Cina per il trattamento riservato ai musulmani uiguri.
Ieri la Banca centrale cinese ha tagliato le riserve obbligatorie delle banche dello 0,5% per liberare liquidità e reggere il sistema immobiliare e tecnologico (Alibaba oggi rimbalza, +10%), messi sotto stress dalla nuova politica restrittiva di Pechino. Il presidente Xi Jinping ha supervisionato una riunione del Politburo del Partito Comunista che si è conclusa con un segnale di allentamento dei limiti sul settore immobiliare e un impegno a stabilizzare l'economia nel 2022. La riunione del Politburo precede la Conferenza centrale del lavoro economico che avrà luogo questo mese, durante la quale si approfondiranno i piani di politica per il prossimo anno.
La mossa non viene a caso, perché, secondo quanto risulta a Reuters, alcuni detentori di obbligazioni offshore di Evergrande, il colosso del mattone piegato da 305 miliardi di dollari di passività, non hanno ricevuto ieri i pagamenti delle cedole entro la fine di un periodo di grazia durato 30 giorni, facendo ora scattare l'annuncio di default da parte delle agenzie di rating.
Un tale default attiverebbe fallimenti incrociati su tutti i 19 miliardi di dollari di obbligazioni del gruppo nei mercati finanziari internazionali e metterebbe Evergrande a rischio di diventare il più grande gruppo insolvente della Cina, con un effetto domino notevole sugli altri settori. Dopo aver perso ieri quasi il 20%, oggi il titolo è rimbalzato dell'8%, per poi ripiegare ad un +1,1% a 1,84 dollari di Hong Kong.
Ieri il colosso immobiliare ha spiegato di aver istituito un comitato per la gestione dei rischi con funzionari statali per aiutare a "mitigare ed eliminare i rischi futuri". Questo è avvenuto dopo che nel weekend aveva raccontato di aver ricevuto sollecitazioni di pagamento per 260 milioni di dollari da parete dei creditori e che non poteva garantire fondi adeguati. Questo ha spinto le autorità a rassicurare i mercati sul fatto che un rischio più ampio potrebbe essere contenuto.
Le esportazioni dalla Cina sono cresciute del 22% su base annua raggiungendo un nuovo record di 325,53 miliardi di dollari a novembre, battendo le previsioni di mercato del 19% ma rallentando rispetto al balzo del 27,1% di ottobre.
Le importazioni sono aumentate del 31,7% su base annua, raggiungendo un nuovo picco di 253,81 miliardi di dollari, superando le aspettative del mercato del 19,8% e accelerando da un aumento del 20,6% a ottobre.
L'avanzo commerciale della Cina è diminuito di 71,72 miliardi di dollari a novembre dai 74,25 miliardi dello stesso mese dell'anno precedente, molto al di sotto delle previsioni di mercato di 82,75 miliardi di dollari, a causa dell'indebolimento della domanda globale. (riproduzione riservata)