Alessandro Benetton punta sulle startup del fintech, della data-analysis, del climate tech (ovvero delle tecnologie per arrivare a emissioni zero nel 2050) e del software su cloud per le aziende.
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, il secondogenito di Luciano, che presiede anche Edizione (la holding dei quattro rami della famiglia veneta che ne amministra il patrimonio), ha sottoscritto la maggior parte delle quote del primo fondo d’investimento da 30 milioni di euro di 2100 Ventures. La raccolta è terminata e il fondo ha già messo a segno i primi investimenti in quattro startup: Jet Hr, Autone, BonusX ed Ephos.
Come rivelato da questo giornale (si veda MF-Milano Finanza del 12 settembre 2022), 2100 Ventures è il veicolo creato da Benetton a giugno dello scorso anno per operare nel venture capital.
È controllato da Ricerca 11, una delle scatole sotto Ricerca (la cassaforte del ramo di Luciano), che a dicembre ha dato vita a un’altra newco, trasferendola però in pianta stabile a Londra, la piazza migliore in Europa anche per chi punta a investire e a raccogliere fondi per l’innovazione. La newco, il cui azionista di maggioranza è Luciano Benetton, è stata iscritta nel Registro delle Imprese dell’Inghilterra e del Galles.
Il nome è lo stesso: 2100 Ventures, più il suffisso Ltd che nel sistema di diritto societario anglosassone sta a indicare una società di capitali di tipo privato.
Nella nuova avventura finanziaria Alessandro Benetton, che nel lontano ‘91 già aveva dato vita alla propria creatura di private equity 21 Invest, ha affiancato altri tre partner fondatori: Andrea Gennarini, Andrea Casasco e Andrea Gurnari. Giovanissimi, tutti e tre i soci hanno esperienze come investitori tecnologici e creatori di startup in tutta Europa.
Nel settore quello di Casasco è un nome noto agli addetti ai lavori. Bocconiano con master ad Harvard, il 32enne bresciano è il tipico cervello in fuga dall’Italia, che in piena pandemia ha dato vita, assieme ad altri tre promettenti trentenni, all'app Trovamascherine.
Si tratta di una piattaforma che aiuta i cittadini a trovare i dispositivi di protezione più vicini, uno strumento che si era rivelato molto utile nelle fasi iniziali della pandemia quando le mascherine erano irreperibili. Gennarini invece è un ex consulente strategico di Bcg con un passato in Credit Suisse come analista finanzario. Preparazione finanziaria anche per Gurnari, che ha militato in Goldman Sachs e BlackRock.
Nel cda di 2100 Ventures siedono esperti del mondo startup. Oltre al presidente di Edizione, nel board ci sono Raffaele Terrone (chief financial officer e co-fondatore dell’unicorno italiano Scalapay), il socio di Unruly Capital Stefano Bernardi e il business angel Luca Ascani.
Il focus del primo fondo è su imprese innovative che operano principalmente in tre settori (fintech, software su cloud e climate tech) ed entrerà nel capitale con partecipazioni tra l’1 e il 5% utilizzando ticket compresi tra i 250 mila e i 750 mila euro e accompagnando la crescita delle startup. Più del 50% del fondo sarà destinato a società con fondatori italiani.
Sfruttando anche i contatti e la vasta rete industriale dei Benetton, 2100 Ventures agirà da collegamento, coinvestendo e senza guidare i round di finanziamento, tra le grandi società di venture capitale pan-europee e internazionali e i fondi più grandi, a uno stadio poi più avanzato.
Il primo investimento messo a segno dal fondo è quello in Jet Hr. A giugno infatti il fondo ha partecipato con altri big del capitale di rischio come Exor Ventures degli Agnelli alla raccolta di risorse in pre-seed per sostenere la startup che digitalizza la gestione del personale e punta ad azzerare la burocrazia in azienda.
Hanno puntato i propri denari su Jet Hr anche il fondatore di Satispay Alberto Dalmasso e lo stesso presidente di Exor Ventures nonché vicepresidente di Amazon Diego Piacentini. Qualche settimana fa 2100 Ventures ha invece messo in portafoglio quote di Autone, Ephos e di BonusX.
Quest’ultima è una startup italiana che con una piattaforma digitale aiuta gli utenti a scovare ogni tipo di agevolazione pubblica. Al finanziamento di BonusX hanno partecipato di nuovo il braccio venture degli Agnelli e lo stesso Raffaele Terrone di 2100 Ventures, ma a titolo personale. (riproduzione riservata)