Erg chiude il 2025 con risultati sostanzialmente stabili nonostante condizioni di mercato e climatiche sfavorevoli e definisce le linee guida del nuovo piano industriale di lungo termine, che sarà presentato tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. Il gruppo delle rinnovabili ha inoltre proposto un dividendo di 1 euro per azione, in linea con l’anno precedente. Il titolo però cede il 5,67% a 23,3 euro.
Nel dettaglio, il margine operativo lordo adjusted si è attestato a 540 milioni di euro, in aumento dell’1% rispetto ai 535 milioni del 2024, pur collocandosi nella parte bassa della guidance a causa di una ventosità tra le più basse mai registrate in Europa.
In calo invece il risultato netto adjusted, sceso a 155 milioni dai 175 milioni dell’anno precedente, penalizzato soprattutto dall’aumento degli ammortamenti legati ai nuovi asset entrati in esercizio e dai maggiori oneri finanziari connessi alla crescita dell’indebitamento.
Nel solo quarto trimestre il gruppo ha registrato un ebitda adjusted a 147 milioni (145 milioni nel 2024) e utile netto adjusted a 46 milioni (45 milioni nel 2024). I ricavi annuali sono saliti a 752 milioni dai 738 milioni del 2024 grazie al contributo della nuova capacità installata, che ha compensato sia la minore produzione eolica sia il calo dei prezzi dell’energia nella seconda parte dell’anno.
Sul fronte industriale, tra il 2025 e l’inizio del 2026 Erg ha installato circa 150 MW di nuova capacità rinnovabile e rafforzato la pipeline di sviluppo, che ha raggiunto circa 5 GW complessivi. Di questi: circa 230 MW sono attualmente in costruzione; circa 700 MW sono progetti avanzati pronti per aste o PPA
La società ha inoltre sottoscritto 8 Power Purchase Agreement per un totale di 8,7 TWh, rafforzando la strategia di stabilizzazione dei ricavi attraverso contratti di lungo periodo.
Prosegue anche la strategia di razionalizzazione geografica del portafoglio. Il gruppo ha infatti acquisito 73 MW eolici nel Regno Unito e ceduto 62 MW in Svezia, uscendo dal mercato. L’obiettivo è concentrare gli investimenti nei Paesi considerati strategici e finanziare la crescita organica anche attraverso operazioni di asset rotation e un modello opportunistico build & sell.
Erg ha inoltre definito le direttrici strategiche del nuovo piano industriale di lungo termine, la cui presentazione è prevista tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, in attesa di una maggiore visibilità sul contesto regolatorio e sull’evoluzione del mercato elettrico europeo.
La strategia del gruppo punta a rafforzare ulteriormente il posizionamento come operatore puro delle rinnovabili attraverso un modello focalizzato sulla qualità degli investimenti, sulla stabilità dei flussi di cassa e su una crescita sempre più disciplinata. Il piano si articolerà su quattro direttrici principali.
La prima leva riguarda il miglioramento continuo delle performance degli asset attraverso digitalizzazione, gestione avanzata dei dati e manutenzione predittiva. L’obiettivo è massimizzare la disponibilità degli impianti, ridurre i costi operativi e aumentare la produttività del portafoglio esistente senza necessità di nuova capacità.
Il secondo pilastro sarà la crescita organica, con particolare attenzione al repowering eolico, considerato una leva strategica per aumentare la produzione a parità di siti autorizzati, ridurre il rischio autorizzativo e migliorare il profilo di ritorno degli investimenti.
Parallelamente Erg intende accelerare lo sviluppo dei sistemi di accumulo (Bess), ritenuti una componente chiave per aumentare la flessibilità del sistema elettrico e migliorare il valore dell’energia prodotta, oltre a facilitare una maggiore penetrazione delle rinnovabili. In questa logica storage ed eolico vengono sempre più visti come componenti integrate della stessa piattaforma industriale.
Il terzo asse strategico riguarda la gestione dinamica del portafoglio attraverso operazioni di asset rotation e una maggiore selettività geografica.
Erg punta infatti a rafforzare la presenza nei mercati dove ha già una scala industriale significativa e, allo stesso tempo, a disinvestire in Paesi non considerati core. In questo contesto il gruppo potrà anche adottare un modello opportunistico di build & sell per valorizzare progetti sviluppati internamente. Questa strategia dovrebbe consentire di migliorare il rendimento del capitale investito, liberare risorse finanziarie per nuovi progetti, ottimizzare il profilo rischio-rendimento del portafoglio
Il quarto pilastro riguarda la strategia commerciale e la cosiddetta route-to-market. Erg punta ad aumentare ulteriormente la quota di ebitda caratterizzata da elevata visibilità grazie a meccanismi di remunerazione di lungo periodo. In particolare il gruppo intende portare tra l’85% e il 90% dell’ebitda verso forme di ricavi quasi-regolati attraverso contratti CfD assegnati tramite aste pubbliche, Power Purchase Agreement con controparti industriali, contratti di vendita a lungo termine.
Una strategia che mira a ridurre l’esposizione alla volatilità dei prezzi dell’energia, rafforzando la prevedibilità dei flussi di cassa e la sostenibilità della politica dei dividendi.
A supporto del piano, Erg può contare su una pipeline di circa 5 GW, composta principalmente da progetti di repowering e sistemi di accumulo.
Di questi, circa 230 MW sono già in costruzione e circa 700 MW sono progetti avanzati con buona visibilità realizzativa. Inoltre una quota rilevante è già autorizzata o prossima alla partecipazione ad aste.
Per il 2026 la priorità sarà proprio l’avanzamento di questi progetti, insieme alla costruzione della nuova capacità e alla valutazione di ulteriori opportunità di ottimizzazione del portafoglio. (riproduzione riservata)