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Gianni Murano, presidente Unem
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Energia, la guerra in Iran colpisce la bolletta energetica italiana: costerà 58 miliardi di euro. E potrebbe salire ancora

10 giugno 2026, 12:19

La previsione è stata fornita dal presidente di Unem Gianni Murano, nell’ipotesi che la guerra in Medio Oriente finisca. Rassicurazioni sul jet fuel: «Per l’estate non ci saranno problemi»

La guerra in Medio Oriente entra direttamente nelle tasche degli italiani e colpisce duro. La bolletta energetica 2026 per l’Italia sarà di quasi 58 miliardi di euro. Questi i dati forniti durante l’assemblea annuale di Unem, Unione energie per la mobilità. «Lo scorso anno abbiamo avuto un esborso complessivo di 48,7 miliardi di euro, cioè oltre 7 miliardi in meno rispetto al 2024, ma quest'anno la nostra stima è che potrebbe salire intorno ai 57-58 miliardi, ossia 8-9 miliardi in più del 2025, nel caso in cui comunque la crisi iraniana rientrasse», dice Gianni Murano, presidente di Unem.

Questo è lo scenario se la guerra in Iran dovesse fermarsi a breve. Una prospettiva che adesso sembra lontana, visti gli ennesimi attacchi reciproci tra Iran e Usa, oltre alle continue operazioni militari israeliane in Libano.

Per la bolletta petrolifera 2026 «si stima un valore di circa 24 miliardi», 4,5 in più del 2025, con l'ipotesi di quotazioni medie di 90 dollari barile in media annua. Riguardo questo settore, Murano vede «stormi di cigni neri» ed evidenzia che dall'Ucraina alla crisi di Hormuz è un contesto di «policrisi, a cui non eravamo abituati problematiche nuove e nuovi equilibri, ma anche capacità differenziate nel fornire risposte concrete».

La crisi del jet fuel

«Problemi di jet-fuel, almeno per l'estate, non li avremo», rassicura Murano. In Italia «il jet fuel lo importiamo per circa il 50% del nostro fabbisogno - 2,5 milioni di tonnellate - ma solo il 20% è riconducibile direttamente alle rotte che passano dallo stretto di Hormuz». E aggiunge: «Nei primi quattro mesi va registrato un calo delle importazioni di circa il 6%, con un aumento della produzione nazionale del 10%, che a marzo e aprile ha permesso di coprire quasi il 70% dei consumi nazionali». (riproduzione riservata)



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