Semaforo verde (con 155 sì) dalla Camera al disegno di legge di delega al governo in materia di energia nucleare sostenibile. Il testo, che passa ora al Senato per la seconda lettura, ha ottenuto il voto favorevole oltre che della maggioranza, anche Azione e la componente Pld-Misto.
Secondo il ministro dell’Ambiente e della sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, si tratta di «un passo importante per il futuro energetico dell'Italia e di una scelta di concretezza, di libertà e non di ideologia». Questo perché «in un mondo in cui la domanda di energia è destinata a crescere rapidamente, anche per effetto dell'intelligenza artificiale, dei data center, dell’elettrificazione industriale e civile, chi sarà in grado di produrre energia sarà più libero, più forte e più sicuro». E «noi vogliamo un'Italia meno dipendente dall'estero, con energia più accessibile per famiglie e imprese» e proprio oggi con il primo ok al ddl nucleare «abbiamo iniziato a porre le condizioni affinché il Paese sia pronto ad adottare il nucleare sostenibile quando le nuove tecnologie, alle quali puntiamo, saranno mature e disponibili all'inizio del prossimo decennio».
Entrando nel dettaglio il ddl, con i suoi cinque articoli, conferisce al governo la delega, da esercitare entro un anno, per disciplinare la produzione e l'utilizzo di energia da fonte nucleare sostenibile nel territorio nazionale. Anche se, secondo il ministro Pichetto, i decreti attuativi «li presenteremo al Parlamento, alle commissioni parlamentari entro entro l'anno o meglio entro Natale».
La normativa, si legge nella relativa documentazione del Servizio studi della Camera, deve rispettare gli obblighi europei e internazionali, le politiche di decarbonizzazione al 2050 ed è volta al conseguimento della sicurezza e indipendenza energetica dell'Italia, nonché al contenimento dei costi dei consumi energetici per gli utenti.
Nell'ampio perimetro degli interventi assegnati al governo, nell'ambito dell'esercizio della delega, figurano, tra gli altri, un programma nazionale, finalizzato allo sviluppo della produzione e dell'utilizzo di energia da fonte nucleare sostenibile e da fusione; adeguati strumenti informativi e formativi sul ruolo delle tecnologie nucleari al fine della decarbonizzazione.
Con i decreti attuativi l’esecutivo è chiamato a normare anche la disattivazione e lo smantellamento delle installazioni nucleari esistenti sul territorio nazionale e la sperimentazione, localizzazione, e installazione, fino alla disattivazione, di impianti produzione di energia nucleare, anche ai fini della produzione di idrogeno e di calore, e dei relativi sistemi di sicurezza. Rientrano tra le azioni previste anche i temi riguardanti lo stoccaggio temporaneo dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito, e gli impianti di smaltimento definitivo. Da non scordare che i decreti legislativi potranno prevedere eventuali modalità di sostegno alla realizzazione di impianti e alla produzione di energia da fonte nucleare sostenibile e da fusione.
Il ministro Pichetto ha dichiarato che «pensa di vedere l'energia da fonte nucleare da fissione nel 2034 o 2035». Anche perché «l’accelerazione che vediamo nell’evoluzione scienza, della ricerca e quindi della tecnologia, è notevole. Ed è un'accelerazione che sta avvenendo in tutto il mondo». Come Italia, ha aggiunto il ministro, «siamo, dopo la Francia, il Paese d'Europa che ha la più alta conoscenza nel settore nucleare, ha le più alte professionalità a livello universitario, di ricerca, ma anche gran parte dei player d'impresa, a livello mondiale, e questo è un picco di forza del nostro Paese».
Il provvedimento regola anche la procedura di adozione dei suddetti decreti legislativi. In particolare essi sono adottati su proposta del ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, di concerto con altri ministeri competenti, previa acquisizione dell'intesa della Conferenza unificata, del parere del Consiglio di Stato e del parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari. È prevista inoltre la possibilità di adottare interventi integrativi e correttivi entro due anni dall'entrata in vigore dei decreti attuativi della delega.
Per l'attuazione degli investimenti indicati dal disegno di legge delega vengono previsti 20 milioni di euro l'anno dal 2027 al 2029 a valere sul Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese assegnate al ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica. Risorse verranno destinate anche alle campagne informative rivolte alle popolazioni interessate alle localizzazioni degli impianti. D’altronde la produzione di energia nucleare in Italia, inaugurata nella prima metà degli anni '60 del secolo scorso, si è fermata sul finire degli anni '80, a seguito del referendum promosso dopo l'incidente avvenuto il 26 aprile 1986 alla centrale di Chernobyl. (riproduzione riservata)