Ecco perché al nuovo Versace (dopo l’acquisizione di Prada) sono bastati due look per rivoluzionare il mondo della moda
Complici due attrici del calibro di Julia Roberts e Amanda Seyfried, il tappeto rosso della 82ª Mostra del Cinema a Venezia, ma anche uno spoiler clamoroso, e la nascita di nuovo mantra...
Finita l’epoca delle dive che si contendevano l’esclusiva dell’abito più bello (guai se qualcun’altra lo indossava), siamo ufficialmente entrati nell’era del fashion-sharing: vestirsi apposta con lo stesso look, meglio ancora se a favore di telecamere e durante un evento mondiale. È una mossa strategica che strizza l’occhio alla sostenibilità, che è capace di alimentare improvvisamente l’hype di un brand, e che ha appena messo in moto una piccola rivoluzione della moda.

Lo ha intuito bene – trasformandola proprio in questi giorni in un potenziale capolavoro di marketing – Dario Vitale, nuovo direttore creativo di Versace, la storica Casa della Medusa, fondata da Gianni Versace e acquistata lo scorso aprile da Prada S.p.A. per 1,25 miliardi di euro, passando di mano da Capri Holdings Ltd. Sin dall’annuncio ufficiale dell’acquisizione ci si chiedeva, infatti, come sarebbe stato questo Versace-dopo-Versace, soprattutto dopo che Patrizio Bertelli, presidente e amministratore esecutivo del gruppo Prada, aveva commentato: «Il nostro obiettivo è dare continuità all’eredità di Versace, celebrandone e reinterpretandone l’estetica audace e senza tempo».
Ma se tutti aspettavano l’unveiling della nuova collezione solamente questo 26 settembre, durante l’evento privato fissato nel calendario della Milano Fashion Week, il colpo di scena è arrivato quasi un mese prima, direttamente dalla passerella della 82ª Mostra del Cinema di Venezia.

È qui che, come il migliore degli spoiler, sono comparsi i primi due look della nuova era Versace.
Il primo è stato l’abito da sera Atelier Versace, indossato da Julia Roberts per presentare After the Hunt, il film fuori concorso di Luca Guadagnino. Un lungo custom made blu navy in crêpe de chine, a motivi damier, ricamato con filo di seta nera e 300 ore di lavoro. Il messaggio? il nuovo Versace sarà: glamour ma portabile, rispettoso del passato senza essere malinconicamente legato a Gianni. E anche ageless, visto che la prima musa – la Pretty Woman per eccellenza – ha 57 anni.
Ma il colpo da maestro è stato il look da giorno. Indossato sempre da Julia Roberts, questa volta per il photocall: un blazer oversize monopetto blu sopra una camicia gessata, jeans scuri e décolleté Vienna 95. Accessori: la borsa Medusa con le iniziali JM (la M è del marito, Moder, in barba a ogni femminismo, ma vabbè), una cintura dorata e – dettaglio da non sottovalutare – una piccola spilla Medusa sul bavero, nel punto in cui di solito trovano posto i distintivi dei club più esclusivi.

Troppo Lady Diana anni Novanta? Forse. Un po’ troppo normale? Anche. Ma è bastato un post Instagram per trasformare questo look nel più hot del momento. È successo tutto dopo che un’altra attrice attesa in Laguna, Amanda Seyfried, evidentemente folgorata dal look Versace-By-Day, commentando sul profilo della stylist Elisabeth Stewart (la stessa di Julia Roberts), ha scritto: «Please let me wear the same outfit» (per favore fammi indossare lo stesso outfit).

Detto, fatto. Qualche giorno dopo, a Venezia per la conferenza stampa di The Testament, film fuori concorso di Ann Lee, la Seyfried si è presentata con lo stesso identico look, postando poi la sua foto accanto a quella dell’amica Julia Roberts e la didascalia: «Thanks for sharing» (grazie per la condivisione).
Un gesto che ha fatto clamore non tanto per la bellezza o originalità dell’outift in “comproprietà”, e neanche poi così tanto per quello spirito di condivisione, ma perché ha fatto capire a tutti che al nuovo Versace potrebbero anche bastare due look per fissare il primo mantra di maison e far parlare di fashion-sharing, almeno per i prossimi mesi.
Chapeau…
(riproduzione riservata)
Native Content